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l'estate dei concerti

Jovanotti, la rabbia dopo le polemiche: «Ambientalismo inquinato come fogne»

Piero Negri
Jovanotti, la rabbia dopo le polemiche: «Ambientalismo inquinato come fogne»

Sfogo del cantante su critiche e ricorsi delle onlus. «Io stesso ho preteso che il Wwf valutasse le tappe del Beach Tour»

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«Il mondo dell’ambientalismo è più inquinato dello scarico della fogna di Nuova Delhi»: a due tappe dalla fine del Jova Beach Tour, con cui ha finora portato la sua musica e quella di più di 60 ospiti su 14 spiagge italiane e una montagna, Jovanotti (Lorenzo Cherubini, 53 anni) esprime tutta la rabbia accumulata in questi mesi per gli attacchi sull’impatto ambientale del suo show. «Non mi sarei mai aspettato, nonostante non sia un ingenuo rispetto a questo genere di cose, che il mondo dell’associazionismo ambientalista fosse così pieno di veleni, divisioni, inimicizie, cialtroneria, sgambetti tra associazioni, protagonismo narcisista, tentativi di mettersi in evidenza gettando discredito su tutto e su tutti, diffondendo notizie false, approfittando della poca abitudine al “fact checking” di molte testate». Il Jova Beach Party, un festival itinerante senza precedenti e non solo in Italia, è stato organizzato in collaborazione col WWF: «Sono stato io personalmente a metterla come condizione di partenza – scrive ancora Jovanotti - è una grande organizzazione che non cerca visibilità a ogni costo ma opera sul campo, ha competenze specifiche, è radicata nei territori, ha un vero comitato scientifico e una rete vera e diffusa di operatori e osservatori».

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Dirigenti e volontari del WWF sono stati presenti a ogni tappa, hanno agito anche da consulenti per risolvere le questioni ambientali sorte nel corso del tour, come a Ladispoli, dove – scrive Jovanotti – «c’era una criticità (non accertata pienamente, diciamo un rischio di criticità) e ci siamo spostati». Ma la verità è che ogni appuntamento è stato preceduto da denunce e ricorsi, quasi tutti poi rigettati (solo a Vasto l’appuntamento è saltato per decisione del Prefetto, verrà recuperato sabato a Montesilvano) e ancor più da miriadi di fake news tese a ingigantire danni ambientali mai verificati. Jovanotti fa, a questo proposito, anche i nomi. Sono due, e molto noti: «Addirittura Legambiente ed Ente Nazionale Protezione Animali recentemente sono cascate in una trappola tesa loro dai mitomani che se non fossero pericolosi farebbero anche ridere (sono emerse storie che superano sceneggiature di commedie grottesche)». Sotto accusa, insomma, c’è la frammentazione e la litigiosità interna del mondo ambientalista italiano. Jovanotti parla di «farabutti che dietro alla maschera dell’ambientalismo nascondono ansia di protagonismo quando non disonesta ricerca di incarichi ben pagati». Le reazioni sono arrivate puntuali: a Italia Nostra, peraltro non citata esplicitamente, si dicono «esterrefatti da linguaggio usato da Jovanotti»; Carla Rocchi, presidente dell’Enpa dice che «se uno pensa di fare dei concerti, che per fortuna sua sono così affollati, in un’ecosistema fragile non può aspettarsi che stiamo lì a guardare. Jovanotti fa giustamente la sua iniziativa, noi facciamo le nostre osservazioni».

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Il presidente di Legambiente Stefano Ciafani nega che «sui grandi temi» ci sia competizione, «non ci sono inimicizie, né gelosie. Non abbiamo criticato il Jova Beach Party, noi abbiamo fatto rilievi puntuali su tre tappe: in provincia di Ferrara, a Policoro in Basilicata e a Roccella Jonica in Calabria, nella prima c’era un problema sulla presenza del fratino, sulle altre due di nidificazione delle tartarughe Caretta Caretta. Così come si è trovata un’altra soluzione a Ladispoli, si poteva trovare un altro posto anche in queste altre località». Una controrisposta, in un dibattito che potrebbe rivelarsi interessante e produttivo, arriva da Jovanotti sui social: «La tutela dell’ambiente è una cosa serissima e di tutti, le associazioni non è che dichiarandosi dedite a una causa nobile sono legittimate a sparare balle, come tutti devono dimostrare cosa fanno davvero. Il tema ambientale è troppo serio per essere carne da polemica».

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