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Schiuma in Valle L’esperto spiega: fenomeno naturale

Schiuma in Valle L’esperto spiega: fenomeno naturale

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COMACCHIO. Dal mare alle valli, il fenomeno dell’anossìa sta trasformandosi in psicosi. Ma se la morìa di pesci che ha interessato il litorale a causa delle elevate temperature marine e dell’assenza di vento ha destato allarme, rischia ora di trasformarsi in un caso anche la formazione di schiuma tra gli specchi vallivi.

«Sono state divulgate foto che confondono Valle Grande con Valle Campo – spiega Enrico Nordi, gestore di Valle Campo –, ma qui non è mai arrivata la schiuma. Ed è deleterio parlare di inquinamento... Tutto parte dalla salinità dell’acqua. È un fenomeno naturale».

Studi, ricerche e monitoraggio costanti hanno permesso, dal 2016 a oggi, a Valle Campo di preservare l’habitat naturale. Attorno al singolare fenomeno di formazione di schiuma bianca, fa chiarezza Fernando Gelli, ricercatore esperto nel settore ittico, ex funzionario dell’Arpa e ora docente del Cpf di Codigoro. «La schiuma si è formata a Bellocchio e non a Valle Campo – dichiara Gelli – e si forma a causa del vento di maestrale, ma non è sostanza tossica. Andate in crisi le alghe, per via delle temperature elevate, le sostanze organiche, che sono tensioattivi naturali, per effetto dello sbattimento formano la schiuma. Chi non lo sa anziché seminare allarmismo farebbe bene a informarsi». La formazione macro algale che nei giorni scorsi ha interessato Valle Magnavacca e stazione Bellocchio è speculare a quella che si è riscontrata in mare, da cui è derivato poi il fenomeno di ipossìa-anossìa.

A Valle Campo, grazie a fondi europei, sono in corso monitoraggi con sonde multisensoriali di nuova generazione, che leggono i parametri micro-fisici dell’acqua. «Lo scopo – conclude Fernando Gelli – è produrre dati necessari a governare i processi naturali in valle. Abbiamo cominciato ad aprile con i nuovi monitoraggi, presto implementati dall’uso di un drone: l’ultimo controllo risale al fine settimana. Dopo la morìa di pesci in mare, è stata compiuta l’ultima verifica a valle Campo, che non ha contatti con le acque marine superficiali anossiche». La ricerca durerà tre anni. —

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