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Gli animalisti ai giudici: «Salvate le nostre volpi. Stop al piano di controllo per ucciderne 6.150»

Daniele Predieri
Gli animalisti ai giudici: «Salvate le nostre volpi. Stop al piano di controllo per ucciderne 6.150»

Animal Liberation, Lav e Lac fanno ricorso al Tar contro la Regione. «È aberrante la caccia in tana e sparare di notte e dalle auto» 

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FERRARA. La delibera regionale è la numero 979, approvata dalla Regione Emilia Romagna per un piano di controllo della volpe nella nostra regione da Piacenza a Ferrara: un piano quinquennale che prevede il “contenimento” (ossia autorizza l’uccisione) di 6.150 capi in regione e ben 350 nella nostra provincia, al massimo, dati fissati con il parere «favorevole e vincolante» dell’Ispra (istituto superiore protezione e ricerca ambientale).

Tutela degli argini

Un piano che permette, ad esempio la caccia in tana delle volpi: solo in certe condizioni (salvaguardia sicurezza idraulica, gli argini, e della popolazione) e che dovrà essere eseguita o autorizzata (l’uccisione) «esclusivamente» da addetti di Polizia provinciale e di altri enti regionali. Una delibera che non piace affatto agli animalisti, tanto che Animal Liberation, Lac e Lav (con le sezioni ferraresi) ha presentato ricorso al Tar chiedendone sospensione e annullamento. L’udienza è fissata nei prossimi giorni e come spiegava ieri la presidente di Animal Liberation, Lilia Casali, «siamo fiduciosi nell’esito positivo della vertenza giudiziaria che impedirebbe un nuovo massacri di questi splendidi animali».

Anche pericolose

Splendidi, ma anche “pericolosi”: per questo se ne chiede il contenimento. Per tanti fattori. Nel Ferrarese, per dar dei numeri, a fronte del massimo fissato a 350 capi, nel 2018 i “contenimenti” sono stati 112, l’anno prima la metà: tutte volpi poi analizzate dall’Istituto zooprofilattico, allo scopo di verificare la presenza o meno di malattie e parassitosi: una su tutte, quella dal parassita della trichina. Nel caso una volpe contagiasse pochi animali di un pollaio o in un allevamento, tutti dovranno essere abbattuti. Le tane negli argini, poi, come per tutti degli animali, sono da sempre un serissimo problema: a Ferrara ancora di più. Visto che la volpe è diffusa nel 92% del territorio provinciale e il contenimento lo si può fare solo nelle zone dove non viene deliberata selvaggina (per la stagione venatoria, ad esempio).

Fatti e considerazioni che gli animalisti pesano, ovviamente, sui quali obiettano: «Animal Liberation, Lav e Lav - spiega ancora la Casali - ritengono insussistenti i presupposti su cui si fonda la delibera: ovvero l’eccesso di volpi e di danni, e addirittura il rischio per l’incolumità pubblica». Da qui, spiegano, dopo la verifica coi propri legali, « sono emersi profili di illegittimità della delibera, e abbiamo deciso di intraprendere la via giudiziaria». Un presupposto fondamentale, secondo gli animalisti è che la legge consente il ricorso ai piani di controllo in via straordinaria, verificata l’inefficacia di metodi ecologici».

Sparare di notte

E tra quelli, purtroppo autorizzati, e cruenti vi è - spiegano gli stessi animalisti «la possibilità, aberrante, prevista in delibera di sparare alle volpi da un auto in movimento, di notte e con fonti luminose e di catturarle con gabbie-trappole». Ora il ricorso al Tar, che farà suo corso, vista l’udienza imminente. Restano i fatti: che la popolazione sia aumentata porta gli addetti ai lavori (in assenza di censimenti ufficiali) ad indicare che sulla base del numero massimo di abbattimenti (350), questo rappresenti un terzo degli animali presenti: dunque solo nel Ferrarese sarebbero 1.000. Che arrivano sempre più vicino ai centri abitati: secondo segnalazioni, alle porte di Ferrara: l’ultima a Bova di Marrara. —

Daniele Predieri

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