Nella folla i “figli d’arte” e gli ex iscritti a Biotecnologie
Quasi tutti affermano di avere amato la professione fin da quando erano bimbi Alcuni studenti arrivati dalla Puglia e dalla Sicilia
Sono arrivati in massa dal Veneto, dalle Marche, dalla Puglia, perfino dalla Sicilia per partecipare a Ferrara alla selezione del test nazionale per l’accesso al corso di Medicina e Odontoiatria. Molti sono partiti l’altro ieri per essere già in città il giorno della prova e presentarsi adeguatamente riposati. Tra i 1.262 candidati non mancavano i ferraresi, come Francesco, di Argenta, col diploma del Liceo Scientifico, una diciannovenne diplomata al Carducci e una coetanea diplomata al classico. Fiduciosi, non tutti con le idee già chiare sulla specialità da scegliere dopo la laurea ma anche pronti a “virare” su piani alternativi se il test non darà il risultato sperato. Come l’iscrizione al corso di Biotecnologie mediche per recuperare qualche esame già dato se nel 2020 la selezione andrà a buon fine. Parecchi genitori hanno “scortato” i candidati e intrecciato le dita. Come il papà di una ragazza di 19 anni, che ha scelto Ferrara per fare il test, prima volta, preferendola ad altri atenei più vicini. «Vorrebbe venire a studiare al nord», spiegava il padre, medico come la moglie. In effetti erano molti gli aspiranti medici che hanno deciso di «coltivare la tradizione di famiglia». Come Marco, 19 anni, di Taranto (papà medico), Diletta, 19 anni, pugliese (nonno medico legale), un’altra diciannovenne di Macerata, che ha concluso gli studi superiori in Florida. Quasi tutti hanno amato la professione fin da bambini. Piuttosto folto il plotone che riprova il test dopo aver frequentato il primo anno di Biotecnologie a Ferrara, corso-collettore che ha ri-convogliato su Unife la scelta di tanti candidati. Per gli iscritti alla prova sono stati allestiti due padiglioni in Fiera con 1.586 posti a sedere e un guardaroba per la custodia di centinaia di zaini. —
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