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Un viaggio nel tempo dal Castello al boscone

Piergiorgio Felletti

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MESOLA. Viaggiare a ritroso nel tempo per essere immersi in un ambiente naturale ed architettonico di età medioevale utilizzando la tecnologia attuale.

È il risultato acquisito con la realizzazione del progetto “Interconnessioni nel Paesaggio delle Delizie”, di cui è stato beneficiario il Comune di Mesola e presentato ieri al Castello estense.

virtuale

L’innovativo progetto rappresenta la sperimentazione pilota di un programma più ampio che prevede il collegamento virtuale tra monumenti e paesaggi del Sito Unesco “Ferrara, Città del Rinascimento e il suo Delta del Po”, con la contemporanea realizzazione di un racconto storico del territorio.

Così, attraverso la creazione di un collegamento live-cam in fibra ottica, adesso è possibile osservare e monitorare dall’interno del percorso museale del Castello Estense mesolano, l’ambiente e la fauna autoctona del Boscone della Mesola.

Inoltre, utilizzando applicazioni di realtà aumentata, inquadrando i diversi loghi con la fotocamera del proprio smartphone, è possibile viaggiare indietro nel tempo e rivivere l’ambiente originario dell’antico insediamento di Mesola con le mura e i suoi paesaggi d’acqua, come immaginato dal duca Alfonso II d’Este.

i costi

Alla presentazione del progetto che è stato finanziato con 100mila euro di cui 90mila di contributo statale e 10mila euro con risorse comunali, erano presenti il sindaco Gianni Michele Padovani, la vice, Elisa Bellini ed i tecnici che, a vario titolo, hanno contribuito a realizzare l’avveniristico progetto.

Tra cui, Marco Odorizzi che ha presentato il progetto come un viaggio nel tempo tra valenze architettoniche e naturalistiche di questa parte di territorio deltizio e Davide Mangolini, responsabile scientifico del progetto che ha raccontato l’evoluzione storica della porzione di territorio di cui il Castello di Mesola rappresentava il punto di partenza.

Quindi, Roberto Meschini di TryeCo 2. 0, ha presentato le applicazioni, logo del Castello, logo di Torre Abate e logo del Comune attraverso cui, utilizzando la fotocamera dello smartphone, è possibile intraprendere questo tuffo nel passato. Per promuovere e divulgare i risultati del progetto, è stato realizzato un manuale d’uso curato da Elena Dorato. —

Piergiorgio Felletti

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