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Fiocco e corredino rosa, ma alla fine nasce un maschietto

Giorgio Carnaroli
Fiocco e corredino rosa, ma alla fine nasce un maschietto

Stupore a Cona però il cordone ombelicale non lascia spazio a dubbi. La famiglia: «Stavamo abituando la sorellina a dire Malika»

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 «Siamo stravolti e frastornati, ma piacevolmente!». Non è una contraddizione, anzi: è gioia che sprizza da tutti i pori. È la gioia dei nonni per la nascita di un nipotino. E fin qui nulla di speciale. L’eccezionalità è questa: anziché femmina come era stato assicurato per sei mesi dai professionisti di ecografica - e dell’esame morfologico compreso -, all’uscita, con tanto di cordone ombelicale ancora da recidere, si è visto che il neonato era maschio. Per la sorpresa di tutti, tanto che mesi prima della nascita - prevista per i primi di settembre -, mamma, papà e nonni avevano acquistato tutto il corredo, in rosa....

La storia, capitata nell’Argentano, merita di essere raccontata se non altro per i risvolti professionali ma soprattutto per la felicità che porta una nascita, di una femmina o di un maschio non importa. Tutto è successo martedì scorso quando la mamma col suo bel pancione, accompagnata dal marito, va all’ospedale di Cona per partorire con tanto di corredo rosa. La data del 3 settembre è quella giusta. L’accoglienza è squisita. Arrivano le doglie, le contrazioni sempre più frequenti, quindi sala parto in attesa di Malika (questo il nome stabilito da tempo). Tutto fila liscio senza alcun problema finché alla mamma viene detto «ecco il bel maschietto» e così facendo il neonato, con ancora il cordone attaccato, le viene messo sulla pancia. «Un maschio?». Perplessa, la puerpera non chiede più di tante spiegazione, ma alla vista del “cosino” fra le gambe è felicissima perché è già mamma di una splendida bambina. Partono le prime telefonate al papà e ai nonni: «È maschio! È maschio!». Il problema, a quel punto, era portare a casa il nascituro: c’erano disponibili solo vestitini rosa. «Non me n’è importato per niente – raccontava ieri mattina il papà, ancora euforico per la nascita–, anche se gli abbiamo messo i vestitini rosa. Lui sta bene e poi adesso ho maschio e femmina. Ma ci fermiamo qui». 

A questo punto, ci si chiede cosa può essere successo visto che spesso capita il contrario, ovvero che dall’ecografo si confonda il “cosino” con il ditino di una mano posizionato lì. «Per sei mesi abbiamo fatto ecografie e gli esami morfologici in tutti gli ospedali della provincia – precisa il papà –, e anche dalle foto, ci hanno sempre detto che era femmina. Ma va bene così». L’euforia per questa piacevole e stravolgente sorpresa ha mandato su di giri nonno e nonna. «Siamo felicissimi – raccontava sempre ieri mattina il nonno – e di questi “errori” ne sono capitati altre volte, ora c’è toccato a noi e non le dico la contentezza». «Alla sorellina – conclude la nonna –, le stavamo insegnando a dire “Malika, Malika” per abituarla all’arrivo della sorellina e ora stiamo cambiando per abituarla al fratellino. Mi creda: siamo stravolti piacevolmente».

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