Il legale: la famiglia denunciò un’escalation di violenze
«Una situazione come questa era chiarissima nella sua pericolosità, vogliamo far di tutto affinché anche questo caso servire ad evitare altri femminicidi»: Marina Prosperi, avvocato di Bologna, ieri mattina ha incontrato i familiari di Atika Gharib per fare il punto sulla vicenda. Ha raccolto tutte le carte, le denunce presentate e le integrazioni che la sorella Khadija, che abita a Ferrara, aveva e le ha fatte trasmettere dalla procura di Bologna, alla procura di Imperia per l’udienza di convalida del fermo per omicidio contro l’ex compagno, fissata per questa mattina. Ma oltre a questi documenti cartacei che rappresentano la successione della tragedia, dalla prima denuncia per le violenze subite e poi quella di scomparsa, tra il 2 agosto e 2 settembre, quando Atika è stata uccisa, non sarebbero i soli riscontri di ciò che accadeva. Lo ripete lei stessa, che nel fascicolo aperto non c’è ancora il provvedimento di divieto di avvicinamento (mai notificato con l’ex compagno) e ribadisce che la stessa sorella Khadjia aveva nel mese e di agosto fatto presente di tanti altri episodi che accadevano: l’ex compagno che mandava messaggi minatorie, si presentava sotto casa.
«Sappiamo di tanti altri fatti che la sorella di Atika ha sempre segnalato: ora abbiamo inviato tutte le carte in nostro possesso per dare ai magistrati la ricostruzione più completa dei fatti, di questa escalation che sappiamo a cosa ha portato». —
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