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L’OMICIDIO di ambrogio 

La Mazzoni ha colpito con violenza e precisione «Ma non per uccidere»

La Mazzoni ha colpito con violenza e precisione «Ma non per uccidere»

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Ambrogio. «Bene, andremo in Cassazione». Non ha intenzione di fermarsi Fabio Anselmo, avvocato difensore di Lara Mazzoni, la donna di 47 anni accusata di aver colpito a morte con un coltello il compagno Mirko Barioni il 4 luglio del 2017.

I giudici della Corte d’Assise d’Appello lo scorso mese luglio hanno riconosciuto le attenuanti generiche portando la pena da 16 anni a 12 anni. E le motivazioni sono adesso sul tavolo. L’omicidio resta volontario, Lara Mazzoni, secondo i giudici, ha colpito con la precisa intenzione di farlo, «ma è stato riconosciuto il dolo eventuale - fa presente Anselmo - In pratica, sempre secondo i giudici, lei ha preso l’arma ma non aveva intenzione di uccidere pur con la consapevolezza del rischio che stava correndo».

Nelle motivazioni si legge che la Mazzoni ha agito con tutta la sua forza e Barioni avrebbe tentato di scappare dalla sua furia. «Ci sono a nostro avviso tutti gli elementi per il ricorso in Cassazione - precisa il legale -. Le attenuanti riconosciute e il dolo eventuale danno in qualche modo forza alle nostre tesi». La corte ha respinto l’attenuante della provocazione. «Vedremo, la loro era una relazione burrascosa». —

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