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Non rispettati i tempi di riposo Cona, sanzione per due primari

L’ospedale sulle multe dell’Ispettorato del lavoro: all’azienda nessun rilievo «La competenza sull’uso del personale è dei reparti». Duro attacco all’Anaao

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Il Sant’Anna non ha ricevuto sanzioni per il mancato rispetto della legge sui turni di lavoro (161/2014). «Risultano, a nostra conoscenza, contestate infrazioni a due primari, in qualità di responsabili della gestione delle risorse mediche, per non aver rispettato, come anche disposto dalla Direzione Sanitaria, l’intervallo minimo tra i turni di servizio», scrive l’azienda ospedaliera.

Il Sant’Anna risponde alla notizia delle sanzioni inflitte dall’Ispettorato del lavoro per il mancato rispetto della normativa. Ma nessuna prescrizione risulta in materia di orario massimo settimanale, né all’azienda né ai primari, aggiunge l’ospedale.

Il riferimento, non al turno di riposo minimo di 11 ore nell’arco delle 24 ore ma all’«orario massimo settimanale » di servizio del medico (non deve superare le 48 ore), è dovuto al fatto che la presenza in reparto per un tempo settimanale superiore al limite fissato dalla legge può implicare non solo una programmazione “disattenta” di singoli turni ma un problema di sufficiente dotazione di personale, un aspetto sul quale l’azienda dovrebbe in effetti intervenire.

I vincoli normativi

«L’azienda ospedaliera - precisa la nota - quantifica il personale da assegnare ai reparti (unità operative) sulla base di criteri oggettivi che sono stati deliberati nel 2017, previo parere del Collegio di direzione dell’azienda (dove siedono di diritto tutti i direttori di Dipartimento) e informativa alle organizzazioni sindacali. Sulla base di detta quantificazione, la responsabilità di distribuire il personale assegnato è in capo al primario e/o al responsabile della struttura organizzativa». I primari e i responsabili dei reparti hanno comunque un livello di autonomia: possono, «motivatamente e nel rispetto dei vincoli normativi in materia di orario di lavoro (orario massimo settimanale e intervallo minimo tra i turni di servizio), autorizzare ore di straordinario remunerabili», precisa l’azienda sanitaria, «straordinario autorizzato che viene regolarmente remunerato dall’azienda. Non risultano, per contro, richieste e/o autorizzazioni di straordinario che non sia stato pagato».

All’Anaao, che ha sollevato il caso del rispetto dell’orario di lavoro, «in merito alle “decine di giorni di ferie non godute”, si osserva che la quantificazione sul residuo ferie, calcolata ad una certa data, comprende tutta la storia lavorativa del professionista a partire dalla sua assunzione nel Servizio Sanitario Nazionale. Dai dati aziendali al 31.12.2018 risulta che il 51% dei dirigenti medici è in regola perché ha un residuo ferie di meno di 18 giorni (le ferie maturate alla fine dell’anno devono essere godute entro il 30 giugno dell’anno successivo); il 31% ha un residuo tra i 18 e i 36 giorni e il 18% dei dirigenti medici ha un residuo ferie superiore a 36 giorni».

L’assenza di risposta lamentata dall’Anaao, replica ancora il Sant’Anna, è solo una «modalità furba» per nascondere un esito sgradito, quando cioè la risposta aziendale «non corrisponde ai suoi desiderata”», un approccio «che per nulla contribuisce a chiarire i problemi».

La questione della Radiologia, del pronto soccorso e di altri settori specialistici è legata infine a «carenza di disponibilità sul mercato del lavoro», un tema affrontato durante incontri sindacali ai quali «l’Anaao ha deciso, a far data da giugno, di non partecipare». —

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