Obbligo vaccinale Libera Scelta: «Legge non chiara»
Il Comitato famiglie: «Da Rimini a Ferrara, interpretazioni agli antipodi della norma. Un sistema che crea confusione anziché dare risposte»
«Ci sono Comuni, come quello di Rimini, assolutamente intransigenti e sordi alle motivazioni dei genitori e altri, come Ferrara, dove è stato annunciato che nessuno sarà escluso».
Il nascente Comitato Libera Scelta Emilia Romagna che riunisce i genitori che «vogliono decidere in maniera consapevole sui trattamenti sanitari a cui sottoporre i figli» sulla questione dell’obbligo vaccinale scolastico si dice disorientato dalla «contraddizioni di un sistema che anziché dare risposte si contrappone duramente a famiglie che vogliono decidere in modo consapevole».
Il coordinamento parla di prossimo «apartheid scolastico a danno di migliaia di bambini e bambine» e di «clima delicato che vede famiglie molto consapevoli rivolgersi ad aziende sanitarie reticenti e latitanti».
L’anno scolastico è alle porte e, prosegue il comitato «amministrazioni comunali e dirigenti scolastici si preparano a far decadere tante iscrizioni di bambini che fino a giugno hanno tranquillamente frequentato nidi e materne della nostra Regione».
La normativa, attaccano, non è lineare: «L’interpretazione di questa legge, approvata con furia inaudita e in assenza di reale emergenza, non è mai stata chiara: da subito si sono susseguite numerose circolari nel tentativo di coprire evidenti lacune. Non sorprende, quindi, che venga applicata in maniera disomogenea», conclude il comitato ricordando i casi di Rimini e Ferrara, il primo che ha applicato la legge con rigore non accettando la frequenza negli asili nido e nelle scuole materne di bambini non vaccinati, e il Comune di Ferrara che al contrario ha ammesso anche i bambini che non sono stati sottoposti alla profilassi. —
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