Un altro sopralluogo nel garage dell’omicidio Si cercano documenti
copparo. Dissequestrato anche l’appartamento al primo piano della palazzina nella quale si è consumato il delitto di Cinzia Fusi per mano del compagno Saverio Cervellati. La sorella dell’omicida e la sua famiglia, proprietari dell’immobile, possono dunque tornare a casa. Restano i sigilli al garage all’interno del quale è stata uccisa la donna e anche al negozio Spendibene, dove la vittima lavorava per il suo carnefice.
le indagini
A quanto pare sarà necessario un altro sopralluogo, richiesto dall’avvocato difensore di Cervellati, Elisa Cavedagna: «Abbiamo bisogno di tornare per cercare alcuni documenti - fa presente il legale -. Abbiamo chiesto l’autorizzazione ed il fatto che non abbiano dissequestrato il negozio ci fa ben sperare in un accoglimento della nostra domanda».
Ma cosa si cerca ancora negli uffici? Tutto ruota attorno alla somma di denaro trovata in una busta nella macchina di Cervellati con 630 euro in contanti. L’uomo ha detto che erano destinati alla moglie, dalla quale si è separato, ma non ha modo di dimostrarlo. O, meglio, sono soldi che avrebbe messo da parte di volta in volta scrivendo la provenienza e l’importo su dei bigliettini che avrebbe poi conservato in ufficio senza un ordine preciso. «Si ricorda dove li ha messi - fa presente l’avvocato -. Ne abbiamo già trovati diversi, però dobbiamo arrivare a ricostruire l’intera cifra. Ecco perché è necessario tornare sul posto».
Intanto, dovrebbero a giorni arrivare i risultati degli esami tossicologici. —
An.Bo.
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