Cinque giorni per indagare sulla denuncia E Chamekh sparì
«Non può essere una giustizia alla Minority Report!», esclamano gli addetti ai lavori in tribunale, alludendo al famoso film di Spielberg in cui inquirenti e magistrati riescono a impedire omicidi e reati prima che essi avvengano e ad arrestare i colpevoli. Magistrati e forze dell’ordine non possono avere la “sfera di cristallo”, dicevano altri in passato, dopo l’ennesimo omicidio in seguito a provvedimenti adottati o non adottati. Ma sono ancora qui, oggi, tutti, tra Procura e Tribunale, a essere interrogati su cosa è stato fatto o meno, per evitare che Atika Gharib venisse uccisa dall’ex compagno, M’Hamed Chamekh.
Che aveva a suo carico un divieto di avvicinamento, solo nei confronti della figlia di Atika, non verso la compagna che poi ha ucciso. Ed è su questo che il legale della famiglia Gharib, Marina Prosperi, si sofferma anticipando «di voler andar fin in fondo, poiché era necessario un provvedimento di tutela anche nei confronti di Atika». Sul provvedimento di divieto di avvicinamento, come già spiegato, c’è un buco negli atti: tra il 3 agosto delle denunce della famiglia per le violenze domestiche di Chamekh e l’accoglimento e il rintraccio diramato il 10 agosto, dai carabinieri, una settimana dopo. Un buco dovuto a tutta una serie di motivi tecnici, ma per capire di più occorre rivedere i passaggi e ripartire dal 2 agosto: quel giorno Chamekh dopo violenze familiari nella casa di via Oroboni viene allontanato di casa da Atika. Le donne di casa, e anche la sorella di Atika, Khadija (che ancora oggi ha un ruolo determinante nella richiesta di verità), denunciano quei fatti ai carabinieri. La denuncia arriva alla procura il 3 agosto, un sabato, e l’istruttoria inizia il lunedì, attività che si protrae fino l’8 sera (vengono sentiti due testimoni, verificati i fatti) quando la procura inoltra la richiesta all’ufficio gip, che viene inserita il 9 agosto nel centralone giudiziario (questa ricostruzione viene indicata da fonti del Tribunale).
Il 9 agosto, pomeriggio, il gip firma il provvedimento e lo reinvia alla procura per l’esecuzione, il 10. Che lo spedisce ai carabinieri che lo ricevono e il 10 sera dispongono il rintraccio per la notifica che non verrà mai eseguita perché Chameck è irreperibile, e nessuno poi indicherà alle forze dell’ordine, nemmeno la famiglia Gharib, la possibilità di trovarlo in quel casale che verrà dato alle fiamme con il corpo di Atika dentro. —
D.P.
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