Fortunale senza freni E in mezz’ora la città si trasforma in Venezia
A Ferrara allagati i negozi di Trento Trieste, i vigili del fuoco “asciugano” il Duomo In un’ora caduti oltre 40 millimetri di pioggia. Il vicesindaco: evento eccezionale.
È durato meno di un’ora, ma a Ferrara e dintorni saranno in tanti a ricordarne gli effetti, tipo “acqua alta a Venezia”. La quantità di pioggia che ieri si è riversata sulla città e su alcuni comuni limitrofi, ha allagato strade e negozi, case, scantinati, sottopassi. Perfino il centralino dei vigili del fuoco è andato in tilt e per tutto il pomeriggio è stato impossibile entrare in contatto con la caserma di via Verga, se non attraverso il numero di emergenza. Il cielo sopra la città ha iniziato a scurirsi nel primo pomeriggio. Poco dopo le 15.30 grosse gocce di pioggia hanno iniziato a bagnare le strade del centro e della periferia.
Nel giro di un’ora si sono riversati sul territorio oltre 40 millimetri di pioggia. «Il picco è stato di 48, con la precipitazione più intensa che ha occupato non più di 15-20 minuti» , spiegava ieri il vicesindaco Nicola Lodi che ha incontrato assieme agli assessori Maggi e Fornasini, la polizia locale la e Protezione civile. «Verificheremo se è il caso di chiedere lo stato di calamità, è stato un evento eccezionale. Molti quartieri sono andati in sofferenza». Nel capoluogo sono andate sott’acqua diverse attività commerciali: commessi e titolari di Liu Jo, Kasanova, della Farmacia Sempreviva e di “Francesca by Scottini” si sono messi al lavoro per respingere l’acqua verso la strada.
La farmacia, inaugurata da poche settimane dopo una lunga ristrutturazione, è stata completamente invasa da una ventina di centimetri d’acqua, che sono saliti almeno a 30 tra gli scaffali di Kasanova, il cui store è stato pesantemente danneggiato solo pochi mesi fa da un incendio. L’acqua si è infiltrata anche dal tetto (danneggiato anche quello dal rogo) e i dipendenti hanno dovuto disattivare l’impianto elettrico per evitare rischi. Non è stato risparmiato nemmeno il Bar Nuovo. Il personale di Gibelli, sull’altro lato della piazza, ha dovuto armarsi di ramazza e svuotare l’ingresso, subito sotto i gradini che danno accesso al negozio. I titolari di Pesaro hanno visto entrare l’acqua nell’area di vendita «per la prima volta». Anche l’ingresso del Duomo ha dovuto essere asciugato dai vigili del fuoco. Dai commercianti si è levata la protesta: «Il riassetto della piazza, con quelle sottili scanalature per scolmare – annotava un negoziante – è davvero adeguato alla portata dei temporali che si scaricano sulla città in modo sempre più concentrato? ». La parte più vicina alla libreria Ibs-Libraccio sembra quella più vulnerabile a causa del leggero declivio di via Mazzini.
Il fortunale ha iniziato a bagnare la città quasi in concomitanza con la rottura di una grossa tubazione pubblica in via Bentivoglio, tra Barco e Pontelagoscuro. La strada ha iniziato a coprirsi di acqua a causa della perdita, la pioggia ha fatto il resto. La quantità di acqua caduta in modo intensivo ha messo subito sotto pressione le fognature, incapaci di assorbire in modo efficace il flusso massiccio e sulle strade hanno iniziato ad accumularsi anche 20-30 centimetri di acqua rendendo difficoltosa la circolazione stradale. Un’auto è rimasta intrappolata nel sottopasso di viale Po dove si è formata una pozza piuttosto profonda: il sottopasso è rimasto chiuso a lungo in attesa di essere rimesso in sicurezza.
L’acqua è entrata in case, garage e negozi ai lati di molte vie del centro: Croce Bianca, Spadari, Santo Stefano, Garibaldi, fino a corso Isonzo, Cassoli, Vittorio Veneto, Montebello e Mortara hanno visto salire l’acqua per parecchi centimetri prima che l’acquazzone si esaurisse e le fogne riprendessero a tirare. –
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