L’occhio del drone fa la prima vittima Sorpreso un cacciatore in un’area proibita
Debutto nel Mezzano per lo strumento della Polizia provinciale Prima ha negato, poi di fronte alle immagini il trasgressore è capitolato
il caso
Per principale obiettivo ha i pescatori di frodo, il primo che è stato pizzicato però è un cacciatore che agiva fuori dalle regole. Ad ogni modo, l’importante è che gli occhi elettronici a lunga gittata del drone nuovo di zecca in dotazione alla Polizia provinciale funzionino.
Hanno dimostrato di farlo nella valle del Mezzano, all’interno del territorio comunale argentano, quando lo strumento ha colto sul fatto il trasgressore. Un battesimo di successo, che rinfranca sulle potenzialità del mezzo nel contrasto dei fenomeni di illegalità.
l’operazione
Al lavoro in questa circostanza c’era una pattuglia del corpo guidato dal comandante Claudio Castagnoli: l’obiettivo della missione era effettuare un controllo sull’attività di addestramento cani. Un’operazione che non può essere svolta perché il Mezzano è un centro pubblico di produzione della fauna, nel quale i cani non possono correre liberamente, poiché creano disturbo alla fauna stanziale, come lepri e fagiani.
Occasione giusta, quindi, per fare della macchina il miglior amico dell’uomo. In divisa. Ed ecco che gli agenti della Polizia provinciale hanno fatto alzare in volo il drone, che consente una visuale ampissima del territorio, riproducendo immagini e filmati nel monitor collegato al telecomando. Gli stessi che hanno poi richiamato il drone e si sono portati sul luogo dell’illecito, per sanzionare il cacciatore che aveva liberato il cane.
A questo punto il trasgressore ha provato a negare tutto quel che gli veniva addebitato. Tentativo inutile, perché al Mavic 2 Enterprise (questo il nome dell’apparecchio) è comprensibilmente più difficile darla a bere. Alla prova del drone e delle sue immagini, il cacciatore ha dovuto arrendersi all’evidenza dei fatti, ammettendo la violazione.
contro l’illegalità
Per la Polizia provinciale, buona la prima. «Grazie al contributo della Regione abbiamo un nuovo e moderno strumento – commenta il comandante Castagnoli – per contrastare i comportamenti illeciti e tutelare le persone che si comportano in modo corretto».
Il drone è il realtà un super-drone, un sistema aeromobile capace di individuare i pescatori di frodo anche al buio, grazie agli infrarossi e alla sua telecamera dotata di sensori di calore, quindi in grado di “vedere” le sagome dei malfattori anche nella più completa oscurità. Ma si conta che lo strumento possa servire anche nella ricerca di persone scomparse, oppure per individuare discariche abusive di rifiuti. —
F.T.
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