Prima aggressione, c’è un video
Il rapporto tra Atika Gharib e M’Hamed Chamekh, l’uomo arrestato per averla uccisa e data alle fiamme nella notte tra domenica e lunedì scorsi, era definitivamente precipitato un mese prima. Il 2 agosto, quando l’uomo aveva alzato le mani sulla figlia adolescente di lei, nata da una precedente relazione, per poi infierire sulla donna che si era messa in mezzo. Accadeva a Ferrara, nell’appartamento di via Oroboni. La sorella di Atika, che stava rincasando, provò invano a bloccarlo in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine, ma l’uomo riuscì ad allontanarsi. Saltò giù dal balcone, scalzo, in cortile. Provò prima a scavalcare anche il muro di recinzione del condominio, salendo su una macchina parcheggiata, ma perse presa ed equilibrio e rotolò a terra. Si diresse allora dal cancello che Kadija teneva chiuso, mentre urlava ad un passante in bici di aiutarla: «Non deve andar via di qui finché non arrivano i carabinieri». Ma nelle immagini, girate dalla stessa donna con il telefonino, si vede invece l’aggressore riuscire a fuggire.
Le violenze del due agosto sono quelle per le quali è scattata la prima denuncia all’uomo, da parte dell’adolescente e di sua madre. Da lì anche l’ordinanza con il divieto di avvicinamento che arriverà solo una settimana più tardi.
Il video della fuga è pubblicato sul sito della Nuova, www.lanuovaferrara.it.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
