L’aiuto alla famiglia «I genitori Fusi mai soli»
copparo. Inizia domani un’altra settimana di duro lavoro da parte degli inquirenti per arrivare a capire perché e come Saverio Cervellati ha ucciso la sua compagna Cinzia Fusi, nel garage di fianco al negozio dove lavoravano entrambi, lo Spendibene di Copparo.
«Non è stata solo la gelosia - è convinto l’avvocato della famiglia Denis Lovison -, la situazione è molto più complessa. I genitori di Cinzia non trovano pace, sono distrutti dal dolore ed hanno bisogno di capire».
La 34enne era la loro unica figlia e adesso sono rimasti soli: «Hanno problemi di salute, anche abbastanza importanti - va avanti -, bisognerà capire come muoversi anche nei loro confronti».
l’aiuto
Resta in prima linea, così come promesso, il sindaco di Riva del Po, Andrea Zamboni: «Ci stiamo già muovendo - assicura -. Nei giorni scorsi gli uffici hanno predisposto la richiesta di risarcimento per le vittime di reati violenti. Per la famiglia non è e non sarà mai una consolazione ma almeno potranno avere un supporto in più ed è comunque un modo per avere giustizia, per non sentirsi soli».
Intanto, in maniera parallela, «i servizi sociali stanno cercando di capire in che modo intervenire, di che tipo di assistenza hanno bisogno i signori Fusi. Certamente non resteranno soli, questa da parte mia è una promessa».
la somma di denaro
I legali difensori di Cervellati, Elisa Cavedagna e Luca Tieghi, stanno ricostruendo la provenienza della somma di denaro trovava in una busta in macchina, Durante il sopralluogo di venerdì hanno trovato gli ultimi documenti e dovrebbero adesso essere in grado di spiegare il perché della presenza di quei 630 euro in contanti che Cervellati dice di aver preparato per la ex moglie. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google