Meloni: centrodestra alla “ferrarese” modello per la Regione
Ieri in piazza il comizio della presidente di Fratelli d’Italia L’attacco al ministro Franceschini: «Bocciato a Ferrara»
Un occhio verso Roma e uno verso Bologna. E tutti e due puntati, ieri, su piazza Trento Trieste dove ad attendere Giorgia Meloni c’erano circa 700 persone stipate attorno al palco che ha accolto la presidente di Fratelli d’Italia. E se il modello politico ferrarese (centrodestra unito più civiche) ha portato altri colori a Palazzo municipale dopo 73 anni, ora la parlamentare della destra spera e conta di rovesciare gli equilibri elettorali anche in Regione: con «la coalizione più ampia possibile attorno al candidato che ha più possibilità», ha dichiarato ieri a margine del comizio, tra un selfie e l’altro.
A Ferrara Meloni è stata accolta dal coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Mauro Malaguti, dal senatore Alberto Balboni, «uno dei quattro parlamentari emiliani di Fdi», come ha ricordato lo stesso senatore presentando uno degli “acquisti” più recenti del partito: Galeazzo Bignami, che ha lasciato le fila di Forza Italia. Sul palco anche gli assessori Balboni e Maggi.
Prima di fermarsi a Ferrara la presidente del partito ha fatto tappa a Bologna; oggi sarà la giornata di Matteo Salvini, l’ex ministro dell’Interno, in visita a Cento. La rossa Emilia, dopo la vittoria in Abruzzo, Basilicata, Sardegna e Piemonte, è oggi la nuova terra promessa del centrodestra, fresco di estromissione dal governo. E contro la «vergognosa alleanza M5s-Pd» e il «tradimento» dei grillini «che avrebbero dovuto aprire il parlamento come una scatoletta e sono diventati il tonno nella scatoletta», contro le spalle girate alla volontà «del popolo», contro le manovre «da prima Repubblica» e «chi riaprirà i porti, aumenterà le tasse e si presenta in ginocchio davanti all’Europa», ha tuonato la parlamentare, sostenuta da applausi ripetuti. Sollecitati anche da Malaguti e da Balboni sono arrivati, scontati, i «buu» rivolti a Dario Franceschini, rinominato ministro «ma bocciato dalle urne a Ferrara», a Conte, Renzi, Gentiloni. Poi l’appello ai ferraresi: essere lunedì davanti a Montecitorio per contestare «il governo delle poltrone» con lei e Matteo Salvini (Forza Italia non ci sarà). La campagna acquisti, intanto, si fa anche a Ferrara, con l’approdo in Fdi di Mauro Possanza, ex Lega ed ex “Io Amo l’Italia”. —
Gioele Caccia
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