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Consensi più che critiche 

Tra i leghisti nella folla: ha sbagliato ma lo rivoto

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La fan più scatenata gli urla da un paio di metri: «Salvini, sei bellissimo». Qualche maschio, lì a fianco, storce il naso. Su altri aspetti, però, sono in tanti a trovarsi d’accordo.

Per vederlo e «incoraggiarlo ad andare avanti», dicono, sono venuti a Cento anche da Bologna, Modena e dal basso ferrarese. Anche quando il ritardo si è diradato oltre l’ora sono rimasti tutti lì, ad aspettarlo. Una folla di qualche centinaio di persone non rappresenta tutto il popolo leghista, certo, ma in questa parte dell’Emilia - tra i presenti - l’appeal salviniano non sembra aver subìto contraccolpi pesanti dalla decisione di innescare una crisi che ha rimesso in campo M5s e Pd. Davanti al Bar Tiffany, a Cento, una ex sindacalista di destra e un sindacalista Ugl difendono la decisione di «uscire dal governo perché non si può lavorare con i voltagabbana e i traditori che prendono ordini dall’Europa». Una simpatizzante già in là con gli anni lo bacchetta, ma lo scusa: «Avrà anche sbagliato, ma gli hanno messo i bastoni fra le ruote». Claudia di Castello D’Argile, spiega: «Ha commesso errori? Forse, ma lo rivoto comunque. I migranti...». Francesco Manferrari, 24 anni, lo dice chiaro: «Ha toppato, ma l’Italia ha bisogno di lui». Per Nicolò Busi, 29, di Pieve, «è caduto in una trappola». Per Oriana Panareo, di Fiscaglia, «ha sbagliato a dare fiducia al M5s». Lorenzo Lombardo, 20 anni, di Minerbio, all’inizio si è sentito spiazzato ma ora la pensa come Matteo Cassarini, di S. Giovanni: «L’ha fatto perché col M5s era ormai in un vicolo cieco». Per Sabrina Stivani «tempi e modi li ha sbagliati, ma contro di lui era stato tutto programmato». —

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