Altre fiamme nel casolare dell’omicidio
I nuovi roghi nel rudere in cui è stato trovato il corpo di Atika, potrebbero essere partiti dall’impianto elettrico fai da te
Hanno visto il fumo e poi le fiamme: altre fiamme, dopo una settimana, nello stesso casolare dove è stata uccisa Atika Gharib dall’ex compagno M’Hamed Chamekh. I vigili del fuoco sono infatti intervenuti intorno alle 5 di ieri mattina, con tre squadre per domare incendi sprigionati in almeno tre punti diversi nell'edificio. Non è stato un problema spegnerli, ma questo fatto accende dubbi e interrogativi. E preoccupazione. Lo stesso sindaco di Castello d’Argile, interpellato dalla Nuova Ferrara, spiegava che «sulle cause non abbiamo ancora risposte, ma non nascondo preoccupazione per un fatto che si ripete dopo la tragedia della ragazza, nello stesso posto, una settimana dopo».
Anche Arpae ed Enel
Le cause secondo i tecnici potrebbero essere dovute alla presenza di collegamenti elettrici volanti e non isolati, che avrebbero innescato scintille con la complicità degli acquazzoni di questi giorni. Lo stesso sindaco Erriquez si è recato sul posto e sono stati necessari gli interventi di tecnici Arpae ed Enel. Le cause sono ancora in corso di accertamento, ma nel casolare che era diventato il rifugio per Chamekh è probabile fosse stato realizzato un allacciamento abusivo alla rete elettrica che sarebbe all’origine di questi focolai. La stessa amministrazione di Castello d’Argile attende disposizioni delle autorità, per poi mettere finalmente in sicurezza l’intera area, attualmente sotto sequestro giudiziari: «Abbiamo contattato la proprietà in tal senso» chiudeva ieri il sindaco Erriquez. Dal punto di vista delle indagini, si attendono gli esami tecnici: autopsia, prelievo di Dna ed esami su telefonini e tablet, di Chamekh e di Atika. Proprio il suo telefonino, usato da Chamekh per confessare l’omicidio a parenti e familiari di Atika, è diventato la prova ulteriore del delitto: lo aveva con sé Chamekh, al momento dell’arresto a Ventimiglia.
L’ex compagno è tuttora detenuto nel carcere di San Reno in attesa di esser trasferito a Bologna per le indagini sull’omicidio.
Giovedì la fiaccolata
Omicidio che nel Ferrarese riporta drammaticamente d’attualità l’emergenza femminicidi. Per questo motivo, Ferrara accenderà le luci in una fiaccolata, giovedì prossimo, promossa dai sindacati Cgil/Cisl/Uil, Centro Donna Giustizia e Udi, che spiegano: «sentiamo necessario non solo testimoniare profondo cordoglio per Atika Gharib, una giovane donna della nostra città, ma anche esprimere una ferma condanna verso la violenza di genere e rivendicare le necessarie politiche di prevenzione e protezione». Alla manifestazione ha dato adesione anche Cna e Impresa Donna: «Non possiamo mancare - spiegano - ed è importante che la città dia un segnale, si dica chiaramente che la violenza di genere è inaccettabile». La fiaccolata partirà alle 21 da Piazza Savonarola e proseguirà per Corso Martiri, Largo Castello, Cavour, Spadari, Garibaldi e Piazza della Repubblica. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
