I Bagni penalizzati dal meteo I timori della Confesercenti
L’avvio di stagione funestato da 25 giorni di pioggia a maggio ha reso arduo il lavoro dei titolari degli stabilimenti balneari. Solo i campeggi sembrano reggere
LIDI. Non canta vittoria Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano, nonché funzionario provinciale di Confesercenti, perché dopo un avvio di stagione funestato dai 25 giorni di pioggia del mese di maggio, l’arrivo del maltempo, largamente preannunciato, accompagnato dalla chiusura della guardia medica estiva e degli uffici Iat ai Lidi, spinge a tirare i remi in barca.
LA PREOCCUPAZIONE
Andando oltre la metafora, «c’è preoccupazione – ammette Callegarini –, tra gli operatori turistici, dato che la situazione climatica ha complicato la parte iniziale e quella conclusiva della stagione e a questo fattore si sommano la chiusura, degli Iat presenti ai Lidi e degli ambulatori della guardia medica. Di contro – prosegue sarcasticamente Callegarini –, c’è che i Bagni sono obbligati dall’ordinanza balneare regionale a mantenere attivo il servizio di salvataggio a mare sino al terzo fine settimana di settembre. Ma se per l’Usl ed il Comune medico estivo e informazioni turistiche sono servizi che comportano costi e vengono invece smantellati all’inizio di settembre, non sarà altrettanto un costo per gli stabilimenti balneari garantire servizi anche in questo periodo?» .
Tra le righe, si percepisce una provocazione verso le istituzioni che da anni invocano, da parte degli operatori balneari, una più incisiva presa di responsabilità, per attuare azioni tese al prolungamento della stagione estiva.
«Ci dobbiamo essere tutti a garantire i servizi – aggiunge Callegarini – restando aperti anche in settembre. Poi ci si lamenta perché molti commercianti chiudono, ma non si tiene conto che chi chiude lo fa perché non c’è clientela e non può sostenere costi superflui per utenze e gestione».
L’ANALISI
L’analisi di Callagarini, reduce da un incontro a Cesenatico volto ad esaminare i primi dati della stagione balneare ormai prossima all’archiviazione, si estende a tutto il settore ricettivo. «Solo i villaggi turistici e i campeggi – aggiunge – possono stare al passo con i tempi, perché hanno tutto al loro interno e chi trascorre le vacanze in strutture dotate di tutti i servizi, non esce dalla struttura, ma spende al suo interno. La gente resta solo nei campeggi». Callegarini abbassa i toni entusiastici palesati dall’assessore regionale al turismo Andrea Corsini che, proprio a Cesenatico ha parlato di una sostanziale tenuta del sistema turistico dell’Emilia Romagna, nonostante il crollo di presenze del mese di maggio.
«Non c’è stato boom – conclude Callegarini –, visto che in agosto, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si è registrato un incremento solo dell’1, 8%, ma quello che deve indurre a riflettere è il dato negativo di Comacchio, che fino a luglio ha incassato un calo del 20% rispetto al 2018». —
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