L’opera di restauro coinvolge le botti per la marinatura
Anche le grandi botti che sino a metà degli anni CInquanta del secolo scorso contenevano la concia a base di acqua ed aceto, usata per marinare le anguille, sono state oggetto di un meticoloso intervento di restauro e recupero. L’operazione che è stata effettuata ha permesso di ripristinare la solidità della loro struttura e in particolare delle doghe di legno, mentre sono state ricomposte le fasce metalliche che le rinforzano. E infine si è proceduto con una riverniciatura. «Per ragioni conservative – dichiara Alberta Chiari, referente della direzione dei lavori - una delle tine è stata svuotata dell’aceto che ancora conteneva». Per effettuare il delicato restauro, evidenzia la progettista, si è dovuto far intervenire «una ditta specializzata in trasporto di grandi ingombri, in modo da collocare le botti all’esterno della Sala aceti», cosa che ha permesso, successivamente, di procedere anche al rifacimento della pavimentazione, in modo da completare la sistemazione della parte della sala che era occupata proprio dalle grandi botti .
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