Sala Aceti ancora “sotto i ferri” È la volta del piano rialzato
Saranno realizzati un elevatore e una scala metallica per poter visitare l’area Previsti anche rilevanti interventi per risanare i muri da salinità e umidità
COMACCHIO. Consegna lavori prevista a giorni ed imminente riapertura del cantiere per i due nuovi lotti di opere, tese al recupero della Sala degli Aceti che si trova all’interno della Manifattura dei Marinati a Comacchio.
A completamento del primo e del secondo lotto, consistiti in una serie di interventi di consolidamento strutturale e di restauro conservativo, culminati con l’installazione di un dispositivo che nel tempo migliorerà lo stato di conservazione dei muri contro l’umidità, saranno realizzati un elevatore e una scala metallica, per rendere pienamente accessibile il piano rialzato dell’edificio storico.
importanza storica
Luogo identitario per eccellenza della comunità lagunare, simbolo degli antichi mestieri legati alla lavorazione e alla marinatura delle anguille, la Sala degli Aceti è al centro di un progetto di recupero, finanziato per 860. 225 euro dal Piano di azione ambientale della Regione Emilia Romagna (2014/2020) e co-finanziato dal Comune di Comacchio (286. 875 euro) e dal Parco del Delta del Po (195. 878 euro).
interventi aggiuntivi
«A breve sarà effettuato il collaudo tecnico delle opere realizzate con i primi due lotti di interventi – spiega Alberta Chiari della direzione dei lavori, affidata ad un pool di professionisti coordinato da Lorenzo Jurina – e subito dopo partiranno anche gli interventi del terzo e del quarto lotto. Mi preme specificare che, nel pieno rispetto del quadro economico iniziale – aggiunge Alberta Chiari –, sono stati effettuati interventi sugli intonaci non previsti, volti a risanare i muri da salinità e umidità. È un progetto di conservazione e di recupero condiviso con il Parco e la Regione, in pieno accordo con al Soprintendenza, che unisce innovazione e rispetto di quella che è una testimonianza di archeologia industriale».
progetto innovativo
Micropali in materiali moderni, impiantistica all’avanguardia con un dispositivo elettrico, che origina un’inversione nella risalita dell’acqua dal terreno, impedendone l’assorbimento da parte dei muri e nuovi intonaci esterni resistenti ed ecocompatibili sono solo alcune delle innovazioni apportate dal progetto di recupero complessivo, spalmate sui quattro lotti.
«La vicina sala aggraffaggi – conclude Alberta Chiari – è l’unica porzione della Manifattura dei Marinati ancora in attesa di restauro, ma a conclusione dei primi due lotti è stata oggetto di un intervento complessivo di messa in sicurezza con un sistema di tirantatura mediante catene e puntellazione dei muri». Insomma, un lavoro non di poco conto. Tutti i lavori sono in capo alla ditta Edilnet cooperativa. di Fornace Zarattini, Ravenna. –
Katia Romagnoli
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