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la prima riunione 

Associazioni e Comune al lavoro a Bondeno «Sostegno a chi soffre»

Associazioni e Comune al lavoro a Bondeno «Sostegno a chi soffre»

Una ventina di gruppi ha aderito all’appello dell’assessore Piacentini: una rete per soddisfare i bisogni dei cittadini

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BONDENO. La rete delle associazioni bondenesi sta diventando realtà.

L’impegno preso dall’assessore alle Politiche sociali, Francesca Piacentini, come primo obiettivo del proprio programma ha centrato un primo obiettivo. L’idea di creare una rete di associazioni che insieme lavorino e mettano in sinergia i propri sforzi, verso l’obiettivo di soddisfare i bisogni della comunità - compresi quelli più difficilmente sondabili - ha visto oltre venti associazioni rispondere all’appello, per costruire insieme un welfare realmente partecipato.

TAVOLO DI LAVORO

«Le premesse sono state più che buone – avverte l’assessore Piacentini –. Visto che i partecipanti all’incontro di questo tavolo di lavoro sono parsi entusiasti di sviluppare insieme un percorso, che servirà per rendere il welfare in grado di raggiungere tutti. Perché, lo sappiamo, non tutte le persone in difficoltà si presentano agli sportelli del sociale: spesso c’è timidezza e un eccesso di pudore, che rende di fatto “invisibili” molte persone in situazione di difficoltà, anche solo temporanea». Per arrivare a tutte queste persone – sottolinea Piacentini – «è fondamentale avere tanti occhi vigili sul territorio e la sensibilità dei volontari che operano nel Terzo settore, che risultano fondamentali».

L’OBIETTIVO

In maniera più pragmatica, «ci siamo dati come obiettivo quello di tornare a incontrarci con idee e progetti – dice l’assessore – per verificare quelli che possono essere subito attuati. Ciascuno degli attori sociali coinvolti ha proprie specificità, abilità, che messe assieme possono servire ad elaborare soluzioni a problemi più complessi». Non è un obiettivo facile, ma quello del “lavoro di squadra” dei soggetti presenti sul territorio è possibile.

IMPEGNO NEI PAESI

«Al di là dello scambio di contatti – dice Piacentini – arriveremo probabilmente presto a una chat dedicata in cui fare interagire tutti i presenti ai nostri incontri, lavorando con più attenzione sulle frazioni, dove si concentrano molti dei nostri anziani, per esempio. Ma non solo. È fondamentale che ciascuno porti le proprie idee ed esperienze, perché soltanto così potremo arrivare effettivamente ad un concetto di “inclusione sociale” più puntuale e mirato al cittadino». —

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