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“Bella Ciao” in coro risposta al vicesindaco Sit in con canti e fiori

Marcello Pulidori ;
“Bella Ciao” in coro risposta al vicesindaco Sit in con canti e fiori

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«I bambini lasciateli fuori dalle vostre ideologie politiche» aveva tuonato il vicesindaco Nicola Lodi, contestando chi aveva coinvolti i più piccoli nella manifestazione di domenica scorsa all’Acquedotto con i bambini intenti a cantare “Bella Ciao”. E proprio i più piccoli sono stati, ancora, tra i principali protagonisti del raduno organizzato ieri pomeriggio dal Gad (Gruppo Anti Discriminazioni) in Piazza Savonarola, in risposta proprio a Lodi.

duecento presenti

Circa 200 persone si sono date appuntamento, con il filo rosso musicale costituito sempre da “Bella Ciao”, il canto popolare italiano nato prima della Liberazione e poi divenuto celeberrimo perché idealmente associato al movimento partigiano. Sei voci del Coro delle Mondine di Porporana, arrivate appositamente, hanno iniziato a cantare alle 18.35. Alle voci del coro si sono aggiunte via via altre voci, in un canto ritmato anche con le mani che ha avuto il sapore di una festa più che di una rivalsa. I volti dei protagonisti di questo raduno non erano rivolti alle finestre di Palazzo Municipale dove ha l’ufficio il vicesindaco Lodi, bensì al muretto del Castello dove sono incastonate le due lapidi con i nomi dei martiri per la libertà, trucidati nella tragica notte del 1943, una delle pagine più buie delle storia di Ferrara. Mentre il canto ha coinvolto i presenti, due ragazze hanno appoggiate a terra un grande lenzuolo bianco che riporta la scritta “Naomo! Se questo è un uomo. Non solo canzoni, ma le tue dimissioni”. Chiara, in “se questo è un uomo”, la parafrasi del capolavoro di Primo Levi.

I fiori e i bambini

Mentre si canta, la piazza del Savonarola si popola di nuove presenze, durante l’ora del sit in c’è anche il tempo per raccontare una divertente barzelletta Poi, ecco i bambini che tornano al centro dell’attenzione. E molto probabilmente, a raduno terminato, sono stati loro a rappresentare l’atto più riuscito, dolce e simpatico di questa rappresentazione.

Accompagnati dai genitori, alcuni fiori rossi tra le manine, saltellando, fino alla prima lapide dei martiri della libertà ai piedi della quale hanno appoggiato i loro fiori. È in pratica è stato l’ultimo atto della manifestazione. Alcuni partecipanti sono rimasti per scambiarsi riflessioni. Prima del definitivo commiato, tra saluti e abbracci. —





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