Campionaria di Argenta tra alti e bassi «Territorio in evidenza»
ARGENTA. Bisogna risalire al settembre 2008 per poter dire che la Fiera di Argenta è stata disturbata lievemente dal maltempo. Si badi: lievemente. Purtroppo non è stato così per l’edizione appena conclusa, durante la quale la pioggia e il freddo si son fatti sentire.
«Salutiamo l’edizione 2019 della Fiera di Argenta – è il bilancio del sindaco Andrea Baldini – che ricorderemo per i suoi giorni intensi e pieni di attività e anche a malincuore per una pioggia che ci ha accompagnato praticamente per tutta la sua durata. Nonostante tutto la partecipazione c’è stata, a premiare lo sforzo delle tante attività organizzate dall’amministrazione e dalle associazioni».
SPETTACOLI DIFFUSI
Entrando nel merito, il primo cittadino ritiene che questa sia stata «un’edizione che ha visto crescere il modello che abbiamo scelto negli ultimi anni: spettacoli diffusi e progetti di valorizzazione del territorio e delle sue offerte, dai prodotti e produttori locali all’associazionismo, che è sempre più partecipe e promotore della narrazione del territorio. Un modello – conclude Baldini – che oggi è spontaneamente in crescita e ci aspettiamo dunque che il prossimo anno si continui in quest’ottica di progettazione condivisa con l’associazionismo e di valorizzazione di quello che Argenta sa fare».
LUCI ED OMBRE
Oltre alla pioggia che accomuna tutti i pareri, la forbice opinionista sulle scelte, si allarga; oltre ai soliti mugugni fra commercianti fissi e ambulanti-espositori rimbalzati in municipio, critiche e consensi piovono sui due spettacoli di chiusura: Morgan e lo spettacolo piromusicale.
Che Morgan sia esperto ed affermato musicista nessuno lo ha messo in dubbio, purtroppo però c’è da registrare che molte delle circa 2.500 persone presenti in piazza per assistere stupefatte all’esibizione dei “Sonics” pian piano se ne sono andate (in piazza è rimasto un migliaio di spettatori) ascoltando Morgan. Le attese per lo spettacolo piromusicale, hanno lasciato l’amaro in bocca a parecchi; tranne una piccola sequenza, sono mancati i fuochi artificiali sparati molto in alto,che fanno dire «che belli». Gli stessi, però, che con i loro botti impauriscono cani e gatti. Dunque contenti quest’ultimi, amareggiati tutti gli altri. —
Giorgio Carnaroli
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