«Tre anni vissuti intensamente» Il colonnello lascia Ferrara
Nuovo prestigioso incarico per il comandante provinciale dei carabinieri Desideri La gestione del caso Igor, la cronaca e le risposte da dare sulla sicurezza
È un ritorno alle origini per il colonnello Andrea Desideri. Il comandante provinciale del gruppo carabinieri di Ferrara lascia la città, dopo tre anni di grande attività investigativa nella quale ha raccolto ottimi risultati in termini di contrasto alla criminalità, per andare a Iglesias in Sardegna a dirigere la Scuola dei Carabinieri. Un incarico che aveva ricoperto anche suo padre, 35 anni fa; approda in luoghi e alloggi che Desideri conosce quindi molto bene.
Dirigerà una scuola di formazione che passerà da 350 a 550 allievi e che preparerà al meglio i carabinieri, una professione e una vocazione che non conosce crisi.
Il bilancio
«I miei tre anni a Ferrara sono stati molto intensi - dichiara subito il comandante - con fatti di cronaca molto stimolanti e in una realtà provinciale molto vasta e diversificata. Abbiamo Cento che risente dell’influenza del Bolognese e presenta dinamiche diverse da quelle del capoluogo Ferrara. C’è poi il Mezzano e il Portuense che presentano una realtà multietnica; Comacchio e il litorale con i problemi del mare e il Copparese, una realtà apparentemente più chiusa ma che purtroppo ha fatto registrare due omicidi».
Ovviamente il fatto di cronaca più eclatante in questi anni è stato il caso Igor.
«Si è trattato di una vicenda che non è stata facile gestire - precisa Desideri - per via una forte pressione mediatica nazionale. La risposta c’è stato anche perché poi il criminale ha lasciato la nostra zona ed è stato successivamente catturato in Spagna. L’arma di carabinieri ha dato una risposta importante».
Nel corso del suo comando a Ferrara, è stata perfezionata anche l’incorporazione della Forestale nell’Arma dei Carabinieri, che ora fa parte integrante anche dal punto di vista logistico.
«Al mio successore, il Colonnello Gabriele Stifanelli - conclude Desideri - non ho nulla da insegnare, essendo anche un collega più anziano. L’unica cosa che posso suggerirgli è di confrontarsi con i ferraresi, capire le loro esigenze. Il ferrarese ha bisogno di risposte sulla sicurezza e quando sei in grado di fornirgliele ti ringrazia e riconosce l’impegno profuso». —
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