Il parroco di Ambrogio: «Comunità sfilacciata»
È preoccupato don Piergiorgio Mancin, parroco di Ambrogio. Negli ultimi anni gli episodi di violenza sono aumentati in maniera esponenziale, segno evidente di un disagio diffuso.
Due i delitti: il 4 giugno 2017 Lara Mazzoni ha ucciso il compagno Mirko Barioni con un coltello mentre lo scorso 24 agosto Cinzia Fusi è stata colpita a morte dal compagno e datore di lavoro Saverio Cervellati. L’altro ieri una donna di 46 anni è finita in ospedale picchiata dal fidanzato perché dopo anni di violenze voleva lasciarlo così come lo scorso 15 aprile era toccato ad un’altra giovane che ha poi trovato la forza di parlare.
«La nostra è una comunità che nel tempo si è sfilacciata. Le maglie, prima ben strette, si sono pian piano aperte lasciando andare fuori le motivazioni che aiutavano a superare le difficoltà», spiega don Piergiorgio. «La gente si è chiusa, dando così un’idea di negatività totale e facendo emergere singoli episodio che tanto raccontano di violenza ed emarginazione». La chiesa continua ad avere un ruolo centrale, «ma non vengono più da me per trovare conforto spirituale. Tutto ruota attorno alle difficoltà economiche, al non riuscire ad arrivare a fine mese. Padri e madri di famiglia nello sconforto più totale che fuori trovano solo critiche e non aiuto». Eppure «le persone che io chiamo Giovanni Battista ci sono eccome: è a loro che bisogna rivolgersi, imparate a chiedere aiuto perché ci sono porte che restano sempre aperte». —
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