Lavori post sisma in chiesa a Burana Rifatta la cuspide del campanile
Sopralluogo del sindaco: recupero anche di opere sacre La comunità impegnata per ridare vita allo storico organo
BURANA. Procede il piano di recupero post sisma delle chiese del Bondenese, con il cantiere in corso nella parrocchiale di Burana, dedicata a San Giacomo Maggiore. Una chiesa che è stata al centro di moltissime attività da parte della parrocchia l e della comunità di Burana, impegnate prima per un recupero del campanile e ora anche per il ripristino di un organo del 1726.
IL SOPRALLUOGO
«Il sopralluogo compiuto nella chiesa – spiega il sindaco Fabio Bergamini – ci ha permesso di toccare con mano l’effettivo avanzamento dei lavori, che stanno riprendendo le criticità dovute al sisma del 2012, mentre sono in corso anche importanti lavori di restauro di tutte le opere sacre, che speriamo possano tornare presto alla comunità».
Il sopralluogo nel cantiere è stato condotto dagli amministratori bondenesi alla presenza del direttore dei lavori, l’architetto Massimo Partigiani; del progettista, ingegner Marco Buoso, del collaboratore al progetto architettonico, Ottavia Pirazzini, nonché del responsabile tecnico del cantiere, Omar Grazioli, e del capo cantiere Denis Guidi.
Presenti anche la restauratrice incaricata e il personale del Gruppo Arco e di Emiliana Restauri Bologna (mandante la ditta Leonardo di Casalecchio di Reno).
L’OBIETTIVO
L’impegno è restituire alla comunità, «che abbiamo coinvolto attivamente, la chiesa restaurata. Anche per quel che riguarda le opere sacre e l’organo di pregio del maestro Traeri – assicura don Roberto Sibani –. Per quest’opera, che rappresenta l’organo più antico presente sul nostro territorio, stiamo coinvolgendo la popolazione, compresi gli ex buranesi che comunque continuano a conservare un legame con il paese. Molti dei quali non hanno mai sentito suonare l’organo (che smise di funzionare nel 1950) o lo confondono con un “armonium” che si trovava dietro all’altare, in passato». Si sono già presi contatti con il professor Paolo Tollari, restauratore di Fossa di Concordia. Il recupero dell’organo potrebbe inserire in futuro Burana in un circuito che riguarda la musica sacra.
I LAVORI
Intanto procede il cantiere: nel campanile sono stati rifatti i solai di legno, mentre si sta procedendo al consolidamento della copertura delle cappelle laterali della chiesa, in attesa delle rifiniture interne. Lo sforzo principale – hanno spiegato da Massimo Partigiani e Marco Buoso – è stato quello di “legare” le parti in muratura. Rifatta anche la cuspide del campanile (crollata la notte del sisma). Verrà recuperata anche la balconata su cui si trova l’organo. Riportate alla luce. poi, le tracce dell’imitazione di un possibile coro, che aveva quasi certamente delle sedute, scoperte dopo la rimozione dell’altare. —
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