Meno emissioni di Co2 e consumi energetici L’Unione può sorridere
Riduzioni attorno al 20% negli ultimi 10 anni nei territori di Argenta, Ostellato e Portomaggiore: ora si punta su obiettivi ancora più ambiziosi
Sarà in parte il frutto della crisi che ha causato la flessione delle attività economiche e di conseguenza dell’inquinamento, ma è un fatto che ci sono risultati positivi in termini ambientali sul territorio dell’Unione Valli e Delizie che comprende Portomaggiore, Argenta e Ostellato.
Negli ultimi dieci anni, questo è il punto, i consumi energetici sono calati del 16,21%, mentre la riduzione delle emissioni di anidride carbonica è stata pari al 20,41%. I dati sono emersi nell’ambito di una recente riunione del consiglio dell’Unione.
obiettivo 20-20-20
I risultati, aggiornati al dicembre 2018, sono scaturiti dalle attività di monitoraggio biennali del Paes, il Piano d’azione per l’energia sostenibile di cui i tre Comuni in forma associata si sono dotati nel 2015, due anni dopo aver aderito al Patto dei sindaci.
Una convenzione nata sulla base delle indicazioni delle Commissione Europea, per la quale i primi cittadini si impegnavano a raggiungere una riduzione del 20% almeno delle emissioni di Co2, della riduzione del consumo di energia da fonti fossili del 20%, e anche di incrementare del 20% la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tutto questo entro il 2020, a a partire dall’anno preso a riferimento, ossia il 2008.
Il Paes indicava gli strumenti per arrivarci, divisi per macro settori: la pianificazione, i prodotti e i servizi del settore pubblico, gli edifici, ma anche efficientamento energetico, illuminazione pubblica, comunicazioni, trasporti, energie rinnovabili.
trend positivo
«L' impegno dell’amministrazione – spiega Elena Rossi, assessore dell’Unione con delega all’ambiente e sindaco di Ostellato – e il coinvolgimento della popolazione ha permesso di raggiungere trend estremamente positivi, in linea con quelli che erano stati gli obiettivi individuati precedentemente dal Paes». A meno di due anni dalla sua conclusione, «gli andamenti misurati, in termini quantitativi, lasciano presagire tutte le opportunità di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati», annota la Rossi.
si guarda al 2030
A questo punto l’Unione rilancia: ha approvato l’adesione al Paesc, una fase ulteriore che unisce anche il clima.
«Ci siamo posti come obiettivo – aggiunge la Rossi – per il 2030 la riduzione delle emissioni di Co2 del 40%, quindi raddoppiando il 20% raggiunto quest’anno, sempre prendendo come anno di riferimento il 2008, questo per contribuire anche a livello locale alla lotta ai cambiamenti climatici». —
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