Caccia vicino al canile L’allevamento protesta
JOLANDA DI SAVOIA. Quando parte la stagione di caccia sono sempre problemi nell’allevamento di cani Conforti di Savoia. «Il punto – racconta Gilda Pellegrino, che gestisce la struttura – è che quando arrivano dalle mie parti i cacciatori con i fischietti e i loro cani, i miei, esemplari di razza corsi di almeno 50 chili, iniziano ad agitarsi e lottano tra loro su chi debba rispondere. E quando ho la cucciolata, la mamma schiaccia i piccoli. Risultato: le spese per il veterinario si impennano».
Da 5 anni, quindi a partire dal momento in cui l’allevamento aprì nella sede dell’ex canile comunale, la gestione ha portato la sua battaglia ovunque: «Mi sono rivolta al Comune, alla Provincia, all’Ambito territoriale di caccia, alla Federcaccia. Ma è stato tutto un gran scaricabarile», dice la Pellegrino.
Un continuo rincorrersi di promesse fino a poche settimane fa, quando si affaccia una soluzione: una zona di rispetto, interdetta ai cacciatori, nei pressi dell’allevamento. «Era effettivamente entrata in vigore – spiega la donna –, anche se parziale, solo su un lato. Eppure il presidente dell’Atc Fe/2, Bruno Boscolo, ha deciso di revocarla. Questo è ingiusto, non posso più stare zitta. Se io ho l’obbligo di stare con i miei 50 cani a distanza di 200 metri dalle case, anche noi vorremmo essere rispettati». —
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