«Io assunto per 18 ore settimanali Insegnare è il mio grande sogno»
La lunga maratona dei precari convocati per le assegnazioni Un anno da affrontare spostandosi tra istituti sparsi per la provincia
LA TESTIMONIANZA
Erano in centinaia, mercoledì e giovedì al Carducci, gli insegnanti precari inseriti nelle graduatorie di istituto convocati per l’assegnazione dei posti liberi e vacanti per carenza di personale di ruolo.
Un vero tour de force di paziente attesa di una chiamata per coprire un posto o anche qualche spezzone orario, quasi sempre in scuole lontano da casa, spesso con due destinazioni in zone opposte del territorio provinciale.
Tra i tanti c’era anche il professor Michele Maccapani, di Tresigallo, uscito dalla “maratona” delle assegnazioni con 11 ore settimanali al Guido Monaco di Codigoro, dove insegnerà Geopedologia, Estimo ed Economia nella terza, quarta e quinta geometri; e altre 7 ore al Navarra di Ostellato, dove sarà docente di Estimo Rurale, Sociologia Agraria e Valorizzazione ambienti agrari e legislazione Nazionale e Comunitaria. Incarichi che, spiega lo stesso docente, affronterà con il massimo entusiasmo.
«Io amo tantissimo il mio lavoro - racconta - e ho scelto espressamente il Guido Monaco e il Navarra tra le proposte che mi sono state fatte perché in entrambi gli istituti mi trovo molto bene sia con i colleghi che con gli studenti, e al Navarra di Ostellato, nei primi anni Novanta, sono stato studente anch’io e ci torno con gioia».
Sono sopratutto i precari la spina dorsale della scuola, sono loro che intervengono a colmare le cattedre lasciate vuote anno dopo anno in attesa che venga finalmente indetto un nuovo concorso. «Il mio contratto scade il 31 agosto, ma la scuola è da sempre il mio sogno e la mia grande passione. Un entusiasmo che penso di riuscire a trasmettere agli studenti, almeno a giudicare dai risultati sempre molto positivi che ho riscontrato tra le classi nelle mie materie. Anche perché capiscono subito che sono dalla loro parte. Questo è il mio quinto anno da docente precario, ma questo non mi toglie la gioia di insegnare, anzi. È un’avventura bellissima che si rinnova ogni volta». —
A.M.
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