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La scissione renziana fa le prove a Ferrara con Boschi e Marattin È “Ritorno al futuro”

S.C.

I comitati di Piero Giubelli portano in città i fedelissimi dell’ex premier Parte la conta in vista del possibile varo di un partito distinto dal Pd 

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lo scenario

Il nuovo partito di Renzi, se nascerà davvero, avrà come culla Ferrara. La scissione dei seguaci dell’ex premier dal Pd di Zingaretti, data ormai in accelerazione dopo l’arrabbiatura sui mancati sottosegretari toscani, avrà (avrebbe) come scenario ufficiale la Leopolda del 18-20 ottobre, ma il prologo nel caso è in calendario lunedì 23 settembre, al Palazzo della Racchetta di via Vaspergolo. In quell’occasione il padrone di casa, il mancato candidato sindaco civico Piero Giubelli, terrà a battesimo i Comitati di azione civile “Ritorno al futuro”, essendosi assicurati come padrini tre renziani d’eccezione: Maria Elena Boschi, Ettore Rosato e Luigi Marattin. Si tratta di quello che tutti gli osservatori politici indicano in questi giorni come il trio di punta del partito in formazione, e gli sviluppi delle ultime ore gettano nuova luce anche sulla rinuncia ad una poltrona di governo da parte del deputato ferrarese. Mani libere in questo momento possono far parte del gioco.

la conta

Marattin resta il punto di riferimento dei renziani ferraresi, al di là del ruolo di frontman che potrebbe assumere Giubelli. La platea dei fedelissimi si è però assottigliata attorno a loro, avendo subìto l’ex corrente di maggioranza del Pd l’allontanamento di Barbara Paron, presidente della Provincia, e l’incerta collocazione di esponenti di primo piano come Laura Perelli, sindaco di Tresignana. La fotografia del gruppo renziano di qualche tempo fa comprendeva Eric Zaghini, Simone Tassinari, Tommaso Corradi, Andrea Raimondi, Wanda Cavecchia, ma sarebbe azzardato sovrapporla automaticamente a quella del gruppo dirigente del futuro partito. La conta, insomma, partirà solo al momento dell’eventuale strappo.

le firme

Nel frattempo i comitati di azione civile per Ferrara stanno spingendo sulla raccolta firme per la proposta di legge d’iniziativa popolare sullo Ius culturae, che punta a riconoscere pieni diritti ai minori nati e cresciuti in Italia ma che non sono cittadini italiani in quanto figli di stranieri. Il testo proposto è lo stesso già approvato nella scorsa legislatura dalla Camera e mai votato al Senato, «non rappresenta la proposta di legge perfetta ma è lo strumento più immediato per sollecitare il Parlamento a riaprire quel dibattito» scrivono i comitati. L’invito ai ferraresi è di sottoscrivere il testo all’Ufficio elettorale del Comune, da lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e martedì anche dalle 14 alle 16. —

S.C.

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