Troppe volpi da uccidere I giudici del Tar bocciano il ricorso degli animalisti
Il Tar dell’Emilia Romagna dice no alla sospensiva richiesta da gruppi animalisti per bloccare le uccisioni delle volpi, come previsto dal piano di contenimento della Regione Emilia Romagna, in tutto il territorio regionale, da Piacenza a Rimini, Ferrara compresa. I giudici amministrativi hanno bocciato nei giorni scorsi la richiesta presentata da Animal Liberation, Lac e Lav (con le sezioni ferraresi) motivando la decisione con ragioni di «interesse pubblico» e poiché l’abbattimento previsto di 6.150 capi, 350 nel Ferrarese «ha carattere eventuale - scrivono i giudici del Tar - e risulta cautelativo e compatibile con esigenze di rispetto delle specie oggetto di controllo» secondo numeri stabiliti dall’Ispra e proporzionali alla popolazione delle volpi in tutto il territorio: insomma, questi numeri sono necessari per attenuare la crescita degli animali e i danni che causano, agli argini scavando le tane e ad agricoltura ed allevamenti. Le stesse associazioni ambientaliste, dopo il pronunciamento del Tar, hanno già annunciato ricorso al Consiglio di Stato, come spiega Lilia Casali di Animal Liberation: «Coi nostri legali abbiamo già valutato che la nostra azione non si fermerà qui, ma andremo avanti anche in Consiglio di Stato. Non è la prima volta che i giudici superiori ribaltano il pronunciamento di primo grado del Tar. E per questa vicenda ricordiamo la necessità di impedire le uccisioni, nella caccia in tana delle volpi fino ai cuccioli, azioni che noi consideriamo evitabili ». Le associazioni nel loro ricorso si erano spiegavano che «la legge consente il ricorso ai piani di controllo solo in via straordinaria, verificata l’inefficacia di metodi ecologici». Il ricorso era stato presentato contro la delibera che la Regione Emilia Romagna aveva approvato per un piano di controllo della volpe in regione:un piano quinquennale che prevede il contenimento (l’ uccisione) di un numero di capi importanti, 6.150 in regione e 350 nel Ferrarese. Dati fissati al massimo e con il parere «favorevole e vincolante» dell’Ispra (istituto superiore protezione e ricerca ambientale). I giudici del Tar spiegano la propria decisione adottata nei giorni scorsi, di diniego del ricorso, anche sulla base del parere dell’Ispra e delle ragioni della Regione che, secondo i giudici, «ha dimostrato la ragionevolezza delle determinazioni raggiunte nell’ambito della discrezionalità che compete all’ente, tenuto conto del parere conforme dell’Ispra».
Il prossimo round sul caso volpi, dunque, per volere degli animalisti, è rimandato al Consiglio di Stato.—
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