La Nuova Ferrara

Ferrara

Mancano pure i supplenti Un centinaio di cattedre ancora senza professori

Stefano Ciervo
Mancano pure i supplenti Un centinaio di cattedre ancora senza professori

Caccia dell’ultima ora ai Mad, fuori graduatoria con un titolo per insegnare Cattani (Cgil): ex impiegati o laureati disoccupati, mai hanno fatto lezione

3 MINUTI DI LETTURA





La prima campanella suona questa mattina per oltre 33mila studenti di Ferrara e provincia, suddivisi in 305 scuole, ma non poche cattedre sono ancora senza padrone. Il tour de force delle segreterie degli istituti, in questi ultimi giorni, non è bastato a completare gli organici con le supplenze, annuali e per spezzoni, cosicché qua e là, a macchia di leopardo, si dovranno mettere toppe precarie in attesa della toppa (più o meno) definitiva. Una situazione che riguarda un centinaio di cattedre in tutti gli ordini di scuola della provincia, più spezzoni orari, secondo i calcoli di Cgil scuola, che porterà di fronte agli studenti supplenti che non hanno mai insegnato.

tre fasi

Alla situazione di oggi siamo arrivati, denuncia Hania Cattani (Cgil scuola), nonostante tre fasi di “arruolamento” docenti attivate prima dall’Ufficio scolastico provinciale e poi dai singoli istituti. Dopo le assunzioni a tempo indeterminato a copertura parziale del turn over sono rimaste fuori 209 posti alle medie e superiori, cioè le supplenze annuali. «Non è stato però possibile coprire tutte le classi di concorso, perché in matematica, italiano, latino, tecnologia nelle secondarie di primo grado, le graduatorie sono esaurite - spiega Cattani - Sono rimaste fuori quindi un centinaio di posti annuali, e nemmeno i singoli istituti, nella fase successiva durata tutta la scorsa settimana, sono riusciti a rimediare». Il risultato è appunto che il deficit di cattedre si è trascinato fino all’apertura delle scuole, assieme agli spezzoni rimanenti della sommatoria di settimane e mesi da coprire con supplenze temporanee, che ad inizio della scorsa settimana assommavano a oltre 900 cattedre tra sostegno e posti comuni.

caccia al Mad

Per questo motivo gli amministrativi di molti istituti, già a partire da venerdì-sabato, hanno cominciato a chiamare i Mad, ovvero le Messe a disposizione, per coprire anche le cattedre annuali soprattutto nelle primarie, e in misura minore nelle secondarie. Si tratta di persone non inserite nelle graduatorie, che in molti casi non hanno mai insegnato, dotati di un diploma magistrale ante 2000 o di lauree abilitanti. Compilano il modulo Mad, appunto, e lo inviano alle scuole per rendersi disponibili alle supplenze. «Stiamo parlando di persone di 45-50 anni, che magari hanno perso il lavoro svolto fino a quel momento e trovano nella scuola una nuova opportunità. Mai come in questi giorni - racconta Cattani - li stiamo vedendo nei nostri uffici, a chiedere informazioni e consulenze: dieci appuntamenti al giorno, in media. Esempi? Una impiegata in un’azienda edile che ha chiuso, con diploma magistrale, o laureati in chimica, farmacia più raramente ingegneria, senza posto di lavoro e mai entrati a scuola da insegnanti».

prospettive

Meglio che rivolgersi ad un navigator, per tanti, ma certo non una gran prospettiva per studenti e famiglie. «La verità è che il sistema di reclutamento non funziona - conclude la sindacalista della Cgil - e con i concorsi bloccati dalla crisi di governo rischiamo l’anno prossimo di trovarci messi ancora peggio. A centinaia si preparano nel 2020 a sfruttare infatti Quota 100. E l’autonomia scolastica richiesta anche dall’Emilia Romagna secondo noi non aiuterà». —

Stefano Ciervo

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google