Contronto tra studenti sulla legalità e le parole
L’articolo 21 della Costituzione sembra essere stato ultimamente male interpretato, e dietro una democratica libertà di pensiero troviamo invece la scelta di chi, magari attraverso i social, decide di seminare odio. Su questo e su altri argomenti correlati si sono confrontati ieri nella sala del Consiglio comunale sette classi (quasi tutte quinte) degli istituti Ariosto, Roiti, Bachelet, Einaudi, nel contesto dell’incontro dal tutolo “Costituzione e rispetto, l’importanza delle parole non ostili”.
Questa è la 7ª edizione e durante il dibattito è stato presentato il “Manifesto della comunicazione non ostile”, una sorta di decalogo che è il fondamento di una comunicazione costruttiva, non prevaricatrice e facilmente utilizzabile da studenti, operatori sociali, docenti e genitori. L’obiettivo della mattinata di dialogo, voluta e coordinata dall’ufficio stampa del comune, è stato quello di promuovere la conoscenza dei principi connessi al tema della legalità. Sono intervenuti in apertura, per un breve saluto, del sindaco di Ferrara Alan Fabbri, che ha sottolineato l’importanza di trattare questi temi in particolare con i giovani, richiamando la necessità di adeguare il linguaggio ai mezzi di comunicazione e ai contesti, augurando infine un buon avvio di anno scolastico agli studenti ferraresi e del prefetto Michele Campanaro che ha detto: «Questo incontro va proprio in questa direzione, perché le parole hanno un potere grande: veicolano pensieri, trasmettono conoscenza, possono affascinare, incantare e persino guarire. Ma le parole possono anche ferire, offendere, ingannare, a volte distruggere». —
Emanuela De Domenico
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