Nasce il Registro Tumori dell’Emilia Romagna «Lo screening funziona»
Dopo appelli e incitamenti che si rincorrono almeno da un ventennio, inizia a prendere forma un abbozzo di Registro nazionale dei Tumori. La legge lo fissa come uno degli obiettivi del Servizio sanitario pubblico, ma alcune regioni scontano ancora ritardi organizzativi che non hanno consentito di raggiungere pienamente l’obiettivo.
Nel frattempo, aggiungendo a quelli già attivati anche il Registro Tumori di Bologna, l’Emilia Romagna sta mettendo a punto la propria rete locale e ha costituito il gruppo di coordinamento tecnico-scientifico del Registro Tumori regionale, che si è insediato ieri, rimarrà in carica cinque anni e svolgerà attività di «programmazione, formazione e ricerca». In particolare raccoglierà dati sull’incidenza, mortalità, sopravvivenza e prevelenza dei tumori; sul rischio della malattia per sede e per morfologia di tumore, età, genere e ogni altra variabile di interesse per la ricerca scientifica; svolgerà studi epidemiologici sugli andamenti temporali e sulla distribuzione territoriale dei casi, sui fattori di rischio e sugli esiti degli interventi di diagnosi precoce, delle terapie e dei percorsi diagnosticoterapeutici.
«Uno dei concetti che bisogna far diffondere è che la prevenzione (lo screening) è una delle armi più efficaci nella lotta ai tumori: per quello alla mammella è stato abbattuto il numero dei casi avanzati; quello al collo dell’utero sta diventando un tumore raro mentre per il colon-retto bisogna lavorare: l’adesione del 50% è ancora bassa ma ha fatto scendere il numero dei casi del 30-40%», commenta Ferretti.
La provincia di Ferrara è stata una delle prime a munirsi, in Italia, di un Registro Tumori. Il responsabile, che siederà nell’organismo di coordinamento, è Stefano Ferretti, dell’Asl estense. Gli altri componenti: il direttore del Registro Tumori regionale, Fabio Falcini, dell’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (Irccs di Meldola), che ne sarà il coordinatore; Nicola Caranci, dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale; Giuliano Carrozzi (Asl Modena); Giorgio Chiaranda (Asl Piacenza); Rossana De Palma (Servizio Assistenza Ospedaliera Regione Emilia Romagna), Paolo Galli (Asl Bologna); Adriana Giannini (Servizio Prevenzione regionale); Lucia Mangone (Asl Reggio Emilia); Maria Michiara (Asl Parma); Rudy Ivan Paredes Alpaca (Asl Modena); Paolo Pandolfi (Asl Bologna); Antonio Romanelli (Asl Reggio Emilia); Valentina Solfrini (Regione Emilia Romagna). —
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