Via Mortara Il recupero della chiesa
È stato uno degli edifici religiosi più danneggiati dal sisma del 2012 ma i lavori di riparazione, cominciati lo scorso 3 settembre, restituiranno alla città la chiesa di Santa Maria della Consolazione nell’aprile del 2021, «sempre che non ci siano sorprese tipiche di un cantiere di restauro» considera Natascia Frasson (dirigente del servizio Beni Monumentali). Ci si occuperà prima di tutto di rimettere in sicurezza l’immobile da un punto di vista strutturale, riparando i danni del sisma, si passerà poi al restauro delle superfici interne, alcune delle quali decorate, e infine, in vista della riapertura al culto della chiesa, saranno restaurati gli arredi già presenti ed altri verranno acquistati ex novo. «Una chiesa chiusa da tanti anni e poco conosciuta – constatava l’assessore Andrea Maggi – un posto però bellissimo che merita la riapertura»; e a renderla possibile sarà il fondo regionale che ha inserito la chiesa nelle opere pubbliche danneggiate dal sisma, destinandole 1 milione e 500mila euro, ma anche i 150mila euro provenienti dal Comune e i 700mila del finanziamento ministeriale.
«La prima urgenza – spiega l’architetto Beatrice Querzoli – è risolvere i danni provocati dal terremoto», e per questo si procederà subito alla riparazione e al consolidamento delle murature, dell’arco trionfale, della struttura del protiro e della struttura muraria della cella campanaria, e bisognerà tenere conto, in fase di restauro, delle stranezze o anomalie architettoniche della chiesa: «l’abside è altissimo rispetto al corpo centrale della navata – racconta l’architetto Andrea Malacarne – e dai rilievi abbiamo capito che nelle intenzioni dei progettisti la navata doveva essere più alta, così come doveva esserlo la navata laterale, ora più bassa. Cos’è successo? Probabilmente un accadimento di origine strutturale fece modificare in corso d’opera le originarie intenzioni progettuali. Forse la decisione dipese da un assestamento, già in fase costruttiva, dei pilastri posti fra la navata centrale e quelle laterali. I lavori dovranno tenere presente tutto ciò» .
I fondi regionali permetteranno poi di intervenire sulle superfici interne della chiesa, su quelle decorate e su quelle non interessate da alcun apparato decorativo.
Giovanna Corrieri
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