La Nuova Ferrara

Ferrara

il progetto 

Università e imprese unite per oli industriali “puliti”

Marcello Pulidori
Università e imprese unite per oli industriali “puliti”

Il dipartimento di ingegneria capofila della ricerca per creare fluidi “verdi”  Saranno utilizzati nei motori ed in macchinari presenti nei più diversi settori

2 MINUTI DI LETTURA







L’università di Ferrara volge il suo sguardo alla salvaguardia dell’ambiente. Attraverso l’attore protagonista, cioè il dipartimento di ingegneria (capofila di questo piano), ha preso il via un progetto scientificamente molto avanzato che punta a creare oli industriali non inquinanti, e quindi degradabili e non tossici. Con l’obiettivo di mettere al bando ed eliminare quelli “cattivi”. Quelli, cioè, che ancora oggi contribuiscono purtroppo all’inquinamento dell’ambiente.

uso molto vasto

L’utilizzo degli oli industriali è il più vasto quanto ad applicazioni: dai motori delle auto, a quelli dei mezzi agricoli, agli oli utilizzati nella oleodinamica (l’esempio più emblematico è quello dei cambi per le autovetture) e nella lubrificazione dei macchinari. A presentare ieri l’innovativo progetto, tra gli altri, c’erano il professor Michele Pinelli responsabile scientifico della ricerca, ed il collega Massimo Milani.

il ruolo delle imprese

Un ruolo fondamentale come partner di questa sfida saranno le imprese che poi utilizzeranno gli oli di nuova e pulita generazione. Il piano di questa ricerca è finanziato nell’ambito del Programma Operativo Regionale-Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nell’ambito dei progetti di ricerca «industriale della strategia di specializzazione intelligente», come ha sottolineato Pinelli, regista scientifico del programma. Un progetto di straordinaria valenza scientifica, ha detto ancora Pinelli, «basta notare le cifre che lo caratterizzano sia a livello economico che di pianificazione complessiva». Il valore dell’intero “pacchetto” di studi che il progetto prevede sarà, difatti, di oltre 1 milione di euro, e qui va sottolineata la grande collaborazione della Regione Emilia-Romagna che di tasca propria ci metterà un bel gruzzoletto, 760.000 euro.

lo staff scientifico

Per restare nell’ambito dei numeri, circa 10 tra assegnisti, borsisti di ricerca e collaboratori lavoreranno al progetto, oltre a 10 tra docenti e ricercatori strutturati (cioè già operanti a pieno titolo nella università di Ferrara) lavoreranno nell’arco di 2 anni alle attività, ha detto ancora Pinelli, «di questo progetto di ricerca industriale».

Un ultimo flash va dedicato agli studi paralleli. È il caso del sensore per gas che funzionerà come un naso elettronico e che sarà utilizzato per verificare costantemente lo stato di salute dell’olio industriale, valutarne la salubrità e determinare così il suo ciclo di vita e quindi di utilizzo.

evitare i rischi

Come è noto, uno dei fattori più inquinanti, sul piano dei dati generali, è spesso l’utilizzo incauto dei cosiddetti oli esausti, non più utilizzabili perché altamente nocivi per l’ambiente.

La sfida è lanciata: molti settori (l’industriale, l’agricolo e, non ultimo, l’edile) attendono. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google