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«Ale è stato un vero punto di riferimento Lo ricorderemo con un cerchio di suoni»

Samuele Govoni
«Ale è stato un vero punto di riferimento Lo ricorderemo con un cerchio di suoni»

Il racconto di Tamara, compagna di vita del 45enne deceduto nell’incidente: «Riusciva ad aiutare le persone» 

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il ricordo



«Ale non c’è più, questa è la verità, il resto conta poco. Interrogarsi su che cosa sia successo in quegli attimi che l’hanno portato via non lo farà tornare. Quello che conta, invece, è ricordarlo per quello che era e per ciò che ha rappresentato per tante persone».

Tamara Bianconi, compagna di vita di Alessandro Ervi, il 45enne di Portomaggiore deceduto lunedì sera in un incidente a Ospital Monacale, parla con calma. Pesa ogni parola, dosa ogni frase. Fa riaffiorare ricordi e momenti della vita trascorsa con l’uomo con cui aveva condiviso percorsi e scelte. «Metteva un grande impegno in tutto ciò che faceva. Ale era un bravissimo osteopata, aiutava le persone a risolvere i problemi e difficoltà attraverso la conoscenza di sé, del proprio corpo e della natura. Nel corso della sua vita - racconta la donna - ha fatto tanto per gli altri e sono sicura che le persone che l’hanno conosciuto, seguito e tratto da lui insegnamenti, porteranno il ricordo di Alessandro nel loro cuore».

vite spezzate

Lunedì sera, il 45enne, stava tornando a Portomaggiore in sella alla sua moto. Aveva terminato poco prima una lezione di tai chi al centro fitness Azzurra di Molinella e stava rincasando quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo e si è schiantato contro un cartello stradale. «Qualcosa deve avergli attraversato la strada, forse un animale, non lo sapremo mai. Ciò che resta è il dolore». Nelle parole di Tamara si legge anche il dolore dei familiari che il 45enne ha lasciato. I genitori, i due fratelli maggiori e i due figli poco più che adolescenti; sono tutti sconvolti.

uomo e natura

«Ci siamo conosciuti sei anni fa e da tre anni eravamo compagni di vita. Provenivamo da percorsi simili, lo yoga e la meditazione, che poi si sono intrecciati. Abbiamo portato avanti un discorso comune basato sul rapporto interiore, la cura e il miglioramento personale attraverso l’osteopatia (terapia alternativa, ndr), il canto, la voce e i suoni della natura», racconta Tamara. I due avevano anche fondato “Yurt Paradise”, un villaggio cerimoniale ai confini delle foreste Casentinesi. «Quel villaggio l’aveva sognato e per 5 anni aveva cercato il luogo giusto che lo potesse ospitare, aveva quasi perso le speranze e poi ha scoperto quel posto. Tanti in questi anni hanno praticato su quella collina con noi».

l’ultimo saluto

La data dei funerali non è ancora stata fissata. È ancora presto. Probabilmente la cerimonia si terrà all’inizio della prossima settimana. Sabato a Cesena nell’ambito del Macrolibrarsi Fest ci sarà un momento di raccoglimento a lui dedicato: «Ci riuniremo in meditazione e creeremo un cerchio di suoni per lui. Poi - conclude la compagna - , al termine del funerale, vorremmo organizzare un cerchio di tamburi, strumento a lui caro, per ricordarlo e salutarlo un’ultima volta». —



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