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SAN BIAGIO 

Bruchi invadono i parchi Non provocano danni Disinfestazione bloccata

G.C.

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SAN BIAGIO. «Nello stadio larvale assomiglia molto alla Processionaria del pino ma è assolutamente innocuo per l’uomo e gli animali».

La precisazione è dell’ufficio ambiente del Comune di Argenta e si riferisce a dei bruchi che sono presenti in parchi pubblici e privati a San Biagio in via Chiesa e via Ferrieri, e anche in via Vighi ad Argenta.

LE PRECISAZIONI

La preoccupazione fra la popolazione ha generato un allarme per questa fastidiosa presenza con l’ovvia richiesta d’intervento che è arrivata in Comune di Argenta. Barbara Peretto, responsabile dell’ufficio, ha chiesto di rendere pubbliche alcune precisazioni riguardante le pesanti infestazioni dei bruchi (scientificamente chiamati Hyphantria cunea o Ifantria americana).

«Il Piano d’azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Pan) – scrive la funzionaria – non consente all’Amministrazione di eseguire alcun trattamento sugli alberi attaccati dall’insetto come invece si poteva fare anni fa. Non è neppure possibile inserire una deroga che consenta trattamenti contro Hyphantria cunea. Il decreto 22 gennaio 2014 col quale è stato adottato il Pan prevede, infatti, la concessione di deroghe per motivi fitosanitari (contro organismi nocivi da quarantena), oppure per motivi sanitari (se l’organismo nocivo rappresenta un rischio per la salute delle persone ed è regolamentato da disposizioni di legge)».

SI ATTENDE IL FREDDO

«Dal momento che Hyphantria non è pericolosa né per l’uomo né per la pianta, l’Amministrazione non può intervenire con trattamenti di disinfestazione. Rassicuriamo la popolazione – conclude la Peretto – che l’insetto, diversamente dalla Processionaria, non è urticante e non provoca danni diretti alle persone. Presumibilmente i forti attacchi di Hyphantria Cunea sono da ricondurre agli ultimi inverni caldi: il contenimento naturale della popolazione del lepidottero avviene infatti grazie a fattori abiotici, come la sensibilità alla bassa umidità e alle basse temperature. Il freddo invernale è in grado di eliminare le crisalidi non ben protette».

Per maggiori informazioni: tel. 0532.330377 o mail a b.peretto@unionevalliedelizie.fe.it. —

G.C.





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