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PORTO GARIBALDI 

Postamat, i sistemi di difesa non scoraggiano i ladri

D.B.
Postamat, i sistemi di difesa non scoraggiano i ladri

Telecamere, anti skimmer e macchiatori di banconote aggirati dai malviventi  Dopo l’esplosione l’ufficio è in funzione ma per l’Atm l’attesa sarà lunga

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PORTO GARIBALDI. Sarà lunga l’attesa per rivedere in funzione il postamat dell’ufficio postale di via Resistenza. Nella notte fra martedì e mercoledì, attorno alle 3, un violento boato ha risvegliato questo quartiere storico di Porto Garibaldi. Boato causato dall’esplosione del postamat con i malviventi (fuggiti probabilmente con una berlina di colore bianco) che sono riusciti a rubare circa 25mila euro.

Nel giro di un anno si tratta del terzo colpo ai danni di un ufficio postale nel Basso Ferrarese, sempre attorno alle 3 di notte: precisamente un anno fa in piazza della Vittoria a Mesola (fuga frettolosa e nessun bottino); lo scorso giugno in via Giovanni XXIII a Codigoro (in questo caso il colpo fruttò oltre 40mila euro); martedì l’ultimo episodio a Porto Garibaldi.

la difesa

Ovviamente il danno per Poste italiane è duplice, perché a quello economico diretto (ossia il denaro contenuto nel postamat), si aggiungono le conseguenze per l’erogatore di denaro e per l’edificio dove si trova il postamat, a volte devastato dal botto come accaduto nei precedenti casi di Mesola e Codigoro.

I postamat sono dotati di tre sistemi di cosiddetta sicurezza passiva. Il primo sono le telecamere, posizionate in ciascun sportello e a riprese remote, nel senso che l’esplosione non danneggia le registrazioni effettuate sino ad allora. Il secondo sistema è quello anti skimmer, per evitare le clonazioni, infatti i malviventi sovrapponendo un filtro riuscivano a copiare il codice del bancoposta. Infine, nella cassaforte ci sono i macchiatori, i quali entrano in funzione proprio nei casi di scoppio, per rendere inservibili le banconote.

Ma esistono anche altri sistemi di sicurezza, sempre più moderni, perché i ladri cercano sempre di aggirare le difese. Chiaramente non è dato conoscere tutti i sistemi di sicurezza, perché lo scoprirebbero anche i malviventi.

i danni

Oltre all’ammontare del denaro che era presente in cassaforte, la conta dei danni per Poste italiane comprende anche la sostituzione del postamat e i lavori di sistemazione dell’ufficio postale. I postamat costano alcune decine di migliaia di euro, la differenza di costo è legata ai software di gestione, in alcuni casi più moderni di altri. I lavori sono invece affidati ad un’azienda esterna.

Nell’ambito della prevenzione Poste italiane effettua un’analisi dettagliata degli episodi di furto, sempre in collaborazione con le forze dell’ordine.

Relativamente all’ufficio di Porto Garibaldi, già ieri lo sportello era regolarmente in funzione, ma come accaduto per Mesola e Codigoro passeranno diverse settimane prima del ripristino del postamat. Un ulteriore disagio per i residenti, ma anche per i turisti in questi ultimi spiccioli di stagione estiva. —

D.B.

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