«Addio Atika, amica e sorella Ricorderemo il tuo sorriso»
Ci sono tutti, fratelli e sorelle. E tantissimi amici che hanno condiviso il dolore di queste settimane, dopo la tragedia di Atika Gharib. C’è anche il sindaco di Castello d’Argile che fin dai primi momenti, dal 2 settembre, è stato vicino alla famiglia, che cercava Atika e che l’hanno trovata nel casolare dove M’Hamed Chamek, l’ex compagno l’ha uccisa, e poi bruciata. È l’ultimo saluto alla loro cara, celebrato ieri pomeriggio nel cimitero di Bologna della Certosa con rito islamico alla presenza dell’Imam. Una preghiera cui ha partecipato una cinquantina di persone, tanti familiari ed amici per ricordare «la donna che era, una donna forte e buona», come hanno detto di lei in tanti. Una donna di 32 anni che abitava a Ferrara, lavorava (ai vivai Mazzoni) e viveva qui da noi con le due figlie adolescenti in via Oroboni. «Oggi è stato l’addio, l’ ultimo saluto ad Atika da parte nostra - dicono le sorelle - e noi ce la ricorderemo per sempre con il suo sorriso, la voglia di vivere, come la donna forte che è sempre stata: siamo ancora incredule per ciò che è successo, non ci sono tante parole, non ci sono più parole per questa tragedia». Una tragedia che ha visto la stessa città vicina alla famiglia, con il corteo con le luci della settimana scorsa. Una tragedia che ha avuto strascichi e polemiche giudiziarie, che passano in secondo piano. Così come le indagini medico legali in corso: i periti daranno risposte tra 60 giorni, per il processo che verrà, di un omicidio che l’ex compagno Chamekh ha già confessato. —
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