Casa famiglia diffidata Sotto la lente dell’Asl l’assistenza a tre ospiti
gambulaga. Torna nell’occhio del ciclone la casa famiglia Happy Family, trasferitasi in marzo da Maiero a Gambulaga.
Un anno fa era scampata a una possibile sospensione dell’attività adeguandosi alle direttive Asl, che impose la collocazione altrove di un anziano in grave stato di non autosufficienza, non ospitabile in una struttura non calibrata su un’assistenza infermieristico-sanitaria ad alta intensità, che prevede la presenza obbligatoria di personale h24.
Ora un problema simile riguarda altri tre ospiti (sui sei posti assegnati alla casa famiglia), dopo il sopralluogo effettuato durante il mese di agosto dalla commissione di esperti messa in piedi dall’Asl con l’obiettivo di vigilare sulle strutture residenziale riservate ad anziani e disabili, sulla base delle linee di indirizzo della Regione. Dal controllo è emersa una relazione di 17 punti, che contemplano non conformità alla normativa e, di conseguenza, interventi di diversa complessità da parte della casa famiglia volti a superare i rilievi.
Il punto più problematico è l’ultimo: mette in luce «la necessità di sottoporre a valutazione tre ospiti da parte dell’Uvg (l’Unità di valutazione geriatrica dell’Asl; ndr) al fine di constatare l’adeguatezza della struttura ai loro bisogni specifici ed un’eventuale diversa collocazione». È stata già allertata l’Asp Eppi Manica Salvatori per individuare progetti individualizzati in favore degli utenti. La casa famiglia, diffidata dal Comune di Portomaggiore, ha ora dai 30 ai 60 giorni per adeguarsi, pena la sospensione. —
F.T.
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