Calderoni contesta «Un danno gli aumenti sul gasolio agricolo»
«Togliere le agevolazioni e aumentare le accise per l’acquisto del gasolio a uso agricolo vorrebbe dire un ulteriore aumento dei costi di produzione per le aziende. E il settore non se lo può davvero permettere, visto che già così i prezzi pagati all’origine non coprono le spese sostenute per produrre e le aziende hanno i redditi sostanzialmente azzerati», spiega Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia .L’associazione ferrarese esprime una ferma opposizione all’ipotesi contenuta nel Decreto Legge sul clima, ventilata nei giorni scorsi dal ministro dell’Ambiente Costa, d’imporre una tassazione sui carburanti agricoli per disincentivarne l’uso. Solo una proposta, al momento, ma che mette in allarme l’agricoltura, già fortemente in crisi per problemi fitosanitari e di mercato.
«Aumentare le tasse sui carburanti agricoli sarebbe un vero paradosso – continua Calderoni – per due motivi che chi conosce il settore agricolo dovrebbe sapere alla perfezione. Innanzitutto i prezzi di mercato pagati per i prodotti consentono a malapena, quando va bene, di ottenere un reddito e quindi mi chiedo come potrebbero le aziende rinnovare, in massa, il parco macchine aziendale, sostituendo i mezzi datati con quelli a minori emissioni. Inoltre non ci sono in commercio molti mezzi ecologici per le lavorazioni agricole più comuni o sono ancora dei prototipi, come i trattori a biometano. Più che di un paradosso si tratta di un’utopia. Il paradosso numero due è quello di chiedere alle aziende di immettere sul mercato prodotti a residuo zero, coltivando senza l’utilizzo della chimica – peraltro vietando l’uso di molecole efficaci contro patologie fitosanitarie aggressive – e di salvaguardare, al contempo, anche l’ambiente». —
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