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Il progetto 

Accordo imprese e Università «Priorità per studio e lavoro»

Giovanna Corrieri
Accordo imprese e Università «Priorità per studio e lavoro»

Govoni (Camera Commercio): progetto per uno sviluppo economico e sociale Il Rettore Zauli: «Bene formare studenti con un occhio a sbocchi professionali»

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È stato siglato ieri alla Camera di Commercio l’accordo tra mondo accademico e mondo dell’impresa che tenterà di superare il problema di tante imprese ferraresi che non riescono a trovare i giusti laureati e, viceversa, laureati a non trovare lavoro.

Rapporto di lunga data

«Un rapporto, quello fra Università e Camera di Commercio che nasce molti anni fa, lungo e proficuo, fatto di relazioni positive – ricordava il presidente dell’ente di Largo Castello, Paolo Govoni – ma che rafforza questa sinergia. Dal 2010 al 2018 abbiamo messo oltre 274mila euro per finanziare 44 progetti di ricerca, coinvolgendo oltre 40 imprese del territorio». «E così questo nuovo accordo, oltre a implementare il ruolo importante delle associazioni di categoria, porterà ad un processo di sviluppo economico e sociale» ha sottolineato Govoni. Fra le finalità di questo nuovo accordo quadro, che avrà durata quinquennale, c’è lo stimolo all’innovazione per le imprese, lo sviluppo di progetti finanziati con fondi della programmazione comunitaria ed altre fonti di finanziamento. E ancora lo sviluppo di programmi di ricerca finalizzata all’applicazione dei risultati in ambito produttivo, la diffusione di una cultura digitale nelle piccole e medie imprese e la realizzazione di percorsi sperimentali di dottorato in collaborazione con le imprese.

Per il rettore dell’università di Ferrara, Giorgio Zauli, è anche l’occasione per ribadire la centralità e l’importanza della cosiddetta terza missione «da qualche anno entrata a pieno titolo fra le funzioni che ogni Ateneo deve svolgere, anche se non impatta ancora sul fondo di funzionamento ordinario».

«Ma probabilmente qualcosa cambierà – annuncia il Rettore – visto che la cosiddetta quota premiale del Fondo, per il 2019, già inizia a tenere in conto alcuni indicatori di terza missione».

Superare il divario

E l’accordo opera anche per superare appunto quel divario fra le competenze degli studenti e le esigenze del mondo del lavoro: «perché va bene – afferma Zauli – formare i ragazzi con il massimo delle conoscenze possibili ma bisogna poi sempre avere un occhio agli sbocchi professionali». Partner dell’accordo saranno poi le associazioni di categoria che potranno fornire il loro contributo per esempio nell’individuazione di percorsi formativi per l’istituzione di corsi, master, stage, tirocini o tesi di laurea per formare figure professionali qualificate e coerenti con le esigenze delle imprese. L’accordo è stato «salutato con favore» da altri soggetti economici, e fra gli altri dal direttore di Ascom, Davide Urban, da Silvia Merli (Cna) e da Chiara Bertelli di Legacoop, che ricorda che già dal 2011 ha un accordo con l’università «che ha una funzione alta ma che deve anche considerare i bisogni reali delle imprese, che devono essere spinte verso la ricerca e l’innovazione». –

Giovanna Corrieri

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