Condannato il titolare della Centro Global. Maxi truffa con le auto
Ferrara. Il giudice ha deciso anche il risarcimento dei danni ai clienti. Tutti pagarono le macchine che non furono mai consegnate
FERRARA. Tutto cominciò con un cliente denunciato per minacce dal titolare dell’autosalone: perché quel giorno di settembre di 7 anni fa, quel ragazzo si presentò alla Auto Centro Global di via Bologna, a Chiesuol del Fosso, chiedendo la restituzione di 13mila euro che aveva dato come caparra di un’auto che non gli era mai stata consegnata, poi esasperato perse il controllo, pretese i soldi e dalla concessionaria chiamarono la polizia che poi denunciò il cliente per minacce.
Tutto ribaltato
Da allora, tutto si è ribaltato, perché in questi anni di indagini e processi ad essere denunciato e processato è stato il titolare della concessionaria, Giancarlo Castelli, assieme al suo venditore Massimo Biagini. Ieri (mercoledì 25 settembre) il giudice Maria Rita Baldelli a conclusione del processo ha condannato Castelli alla pena di 1 anno e 4 mesi per 9 capi di imputazione, per aver truffato o essersi appropriato dei soldi che 9 clienti avevano anticipato per auto mai avute, mentre per 4 posizioni di altrettanti clienti non è stata raggiunta la prova ed è stato assolto. Assolto anche Biagini da tutti i reati poiché il giudice, come aveva sempre sostenuto la sua difesa, aveva solo un ruolo di dipendente della concessionaria e di Castelli stesso.
Si conclude così il processo che ha messo in luce dopo le indagini della Guardia di finanza di Ferrara la maxitruffa che ha raggiunto secondo i calcoli delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Vittorio Zappaterra, Gianni Ricciuti e Alex DeAnna, una cifra attorno ai 70mila euro.
Primi risarcimenti
Proprio per questo lo stesso giudice Baldelli ha condannato Castelli a risarcire i clienti in sede civile, e per uno di loro ha deciso la rifusione immediata di 21 mila euro. La maxitruffa delle auto, pagate dai clienti e mai consegnate, scoppiò nel settembre 2012 quando uno dopo l’altro i clienti che si dicevano truffati iniziarono a presentare denuncia, reclamando soldi e auto: perché dopo aver versato corposi acconti, di decine di migliaia di euro, non ebbero le vetture e in alcuni casi quelle che avevano dato in conto vendita erano state cedute a loro insaputa. —
Daniele Predieri
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