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Le polveri della fabbrica preoccupano i residenti

Annarita Bova

Il problema registrato prima nella zona artigianale e adesso anche in centro Il sindaco: «Arpae e Ausl controllano ogni mese»

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«Questa storia va avanti da anni, ma mentre prima le segnalazioni erano limitate alla zona artigianale, adesso c’è chi si lamenta pur abitando nel centro del paese». Il sindaco di Codigoro, Alice Zanardi, ha ricevuto telefonate e segnalazioni da Pontemaodino, dove alcuni residenti lamentano la presenza massiccia di polveri provenienti, a detta loro, dalla fonderia che si trova appunto fuori dal paese.

le polveri

«Abbiamo le finestre, le porte ma anche le macchine arrugginite e macchiate - lamentano i residenti -. Ci danno dei visionari, dicendo che è invece tutto a posto ma basta passare un dito su una qualsiasi ringhiera per capire che invece qualcosa di strano c’è».

Di cosa si tratta? «A capirlo! – dice Zanardi –, Il Comune, al contrario di quanto sostiene qualcuno, ha sempre affrontato il problema chiamando in causa Arpae e Ausl. Tutte le analisi sono state fatte e le fabbriche della zona vengono monitorare periodicamente. Nei giorni scorsi ho incontrato i responsabili della fonderia e mi è stato detto che stanno anche cambiano di filtri».

Non solo, «questa estate con quel caldo lavoravano con la porte aperte, i cittadini si sono lamentati e abbiamo chiesto di chiuderle di nuovo. Se le relazioni dei tecnici sono positive, se non vengono rilevati agenti inquinanti nell’aria, noi cosa altro possiamo fare?».

Ed è sempre il sindaco a fare presente che chi lavora all’interno ha spiegato che «in zona artigianale si trova il reparto finitura dell’azienda, quindi sabbiatura e sbaveria dei getti prodotti nella sede di Modena. Sono anni che si va avanti così, però da dire che le molature di ferro arrivano sino al paese mi sembra tanto. Il sistema di filtraggio è stato già modificato ed entro la fine dell’anno sarà potenziato».

Ancora, «Arpae, così chi si accerta di questi problemi, è qui una volta al mese per fare i rilievi: attenzione a mandare a casa operai per un totale di 30 famiglie».

i monitoraggi

Il problema sussiste? «Per noi no, ma nel caso ci si confronta - dicono dall’interno dell’azienda -. Bisogna chiarire una volta per tutte che non fondiamo nulla, non facciamo niente che sia al di fuori della legge».

Le voci si inseguono e come spesso accade si perde il capo: «Vorrei precisare - conclude il primo cittadino -, che l’amministrazione non ha certo sovvenzionato per restare aperti».

A quanto pare i soci (si tratta di una cooperativa) sono già da tempo in regime di cassa integrazione. Infine, a chi si chiede cosa c’è nei sacchi, arriva la risposta secca: «C’è sabbia di formatura e chi conosce questo lavoro da cos’è: non è inquinante perché è lo stesso prodotto che usiamo l’estate per “panarci” al mare...». —



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