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Tanti ragazzi in corteo a difesa dell'ambiente

Giovanna Corrieri
Tanti ragazzi in corteo a difesa dell'ambiente

«Deve cambiare la politica, a partire dalla nostra città, ma se ne parla troppo poco anche a scuola»

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FERRARA. Il loro futuro «sta bruciando come i boschi dell'Amazzonia», e la politica, denunciano i Fridays for future, non ha ancora preso provvedimenti concreti o messo in campo azioni efficaci per contrastare il cambiamento climatico; e il terzo sciopero mondiale per il clima si è così reso necessario, ovunque, e anche a Ferrara, «perché anche la politica locale deve cambiare - afferma Raffaele Bruschi (Fridays for Future) -, perché anche nella nostra città non si è fatto ancora abbastanza per migliorare le condizioni ambientali».

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Erano le 9, venerdì al parco Massari, quando i primi ragazzi hanno cominciato a radunarsi, e mentre qualcuno faceva una prova microfono e controllava che la voce uscisse limpida dagli altoparlanti montati sulla macchina elettrica Corrente, noleggiata per la marcia da uno degli organizzatori, una serie di cartelli ammonitori hanno cominciato a ricoprire il prato all'ingresso del parco, ricordando «che non c'è più tempo» e che «non c'è un pianeta B», invitando a salvare «il pianeta con Greta» e a distruggere il capitalismo per salvare il pianeta; e non è mancato nemmeno il grande lenzuolo montato su tre pali recitante "il domani appartiene a noi" di Azione Universitaria che, se al tempo del primo sciopero aveva denunciato "aggressioni" e "atti di teppismo politico", ieri ha invece ricevuto complimenti, non ironici, da parte di chi definiva il loro "manifesto" un «capolavoro di falegnameria».

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Il via alla marcia, dopo un flash mob contro l'utilizzo della plastica, l'ha poi dato Mariantonietta Falduto (Fridays for Future): «Siamo qua perché vogliamo un cambiamento, un mondo totalmente libero dalla plastica, economia circolare, e azioni concrete da parte dei politici», relegati poi in fondo alla marcia, «perché la manifestazione è dei ragazzi», che a suon di «noi vogliamo il nostro futuro» hanno cominciato a muoversi.

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Diretti in piazzale Medaglie D'oro, in circa 2mila, fra studenti, insegnanti, associazioni, sindacati, quello dei metalmeccanici e la Flc Cgil, hanno marciato in Porta Mare, via Palestro e corso Giovecca, "Su le mani per l'ambiente", gridavano, "noi lottiamo, scioperiamo perché un futuro lo vogliamo" e, in direzione di chi li osservava dalle finestre, "scendi giù, manifesta pure tu".

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Fra un coro e l'altro alcuni studenti dell'Ariosto consideravano positiva la circolare del ministro dell'istruzione, Lorenzo Fioramonti, che suggerisce alle scuole di considerare assenti giustificati i Friday, «sarebbe un segnale di impatto»; dello stesso avviso molti insegnanti: «Sono d'accordo - diceva Raniera Gioacchini del Navarra -, siamo abituati a stare seduti nelle aule ma in questo momento non ci serve, è necessaria piuttosto una formazione alla partecipazione attiva altrimenti non cambierà niente».

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Al Roiti, intanto, il Collegio dei docenti, racconta un'insegnante, ha già fatto proprio il suggerimento del ministro, non ancora all'Ariosto, «ma non è un grande problema - diceva la docente Daniela Gambi -, bisogna piuttosto guardare alla grande partecipazione a questa manifestazione e augurarsi che dopo tutto questo ci siano altre concrete iniziative, che si strutturino per esempio gruppi di studio nelle scuole, dove nasce lo spirito critico necessario per le scelte politiche del futuro».

«Su questi temi manca consapevolezza, se ne parla troppo poco anche a scuola - considerava l'insegnante del Carducci, Marcello Guidorzi - è su questo che bisognerà lavorare».Un po' ridotto, alla fine della marcia, il numero dei manifestanti, specie dei politici, forse tornati "a lavorare nei loro uffici" come si auguravano alcuni Fridays. Tante le iniziative anche in provincia coinvolgendo bambini e ragazzi, da Reno Centese a Comacchio, passando per Migliarino e Codigoro. 

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