Alla Fondazione Ado finisce l’era Furiani Il nuovo vertice: priorità aprire l’hospice
La fondatrice esce dal Cda. Il presidente Rossi: non potevamo fare altri debiti per il Teatro, ora lavoriamo alla convenzione
Dopo più di vent’anni cambia tutto al vertice dell’Ado, il sodalizio che si occupa di cure palliative ai pazienti in fase avanzata di neoplasie o malattie invalidanti, con poco meno di mille pazienti trattati l’anno scorso tra assistenza domiciliare e cure nei due hospice di Ferrara e Codigoro. Esce di scena, non senza screzi, la fondatrice e “motore” dell’attività, Daniela Furiani, e il nuovo consiglio di amministrazione guidato da Gisella Rossi prende in mano i dossier più urgenti, primo tra tutti il complemento dell’hospice Casa del sollievo di via Chailly e il riequilibrio finanziario della fondazione.
il riassetto
L’avvocato Rossi, entrata in consiglio Ado nel maggio scorso, ha preso il posto di Furiani, dimessasi nel luglio scorso dalla presidenza e più di recente anche dal consiglio (dimissioni al momento respinte), si è presentata il 24 settembre all’assemblea, che ha un plenum di 360 soci, con un obiettivo ben preciso: «Bisogna mettere in sicurezza la Fondazione che in questi anni si è assunta impegni finanziari rilevanti, per costruire il nuovo hospice. Per questo motivo non abbiamo potuto dare il via libera al progetto al quale non solo Daniela Furiani, ma tutti noi tenevamo moltissimo: il Teatro. Avrebbe significato assumersi un altro mutuo da 5 milioni, che si aggiunge a quello già in essere sempre per 5 milioni pagabili in dodici anni. Il Teatro - è l’impegno del nuovo presidente - lo costruiremo, ma non adesso. Ora è fondamentale far partire la struttura sanitaria».
Il nuovo hospice è quasi pronto, ma ancora serve qualche ritocco alla struttura per il quale è difficile ipotizzare la reale disponibilità prima di febbraio 2020. È dotato di 22 posti letto sui quali bisogna ancora perfezionare un accordo con l’Asl per il convenzionamento, già da anni attivo per i 12 posti di via Veneziani e gli 11 di Codigoro. È il caso di ricordare che i fondi Asl, assieme al 5 per mille che ha fruttato l’anno scorso 370.468,80 euro, sono l’unica entrata sicura per la Fondazione, che non chiede rette o contributi alle famiglie degli assistiti, e può contare in aggiunta sulle donazioni. Si tratta dell’unica realtà a livello regionale che svolta assistenza sia domiciliare che in hospice.
I dipendenti sono 60 tra medici, infermieri e oss, ai quali si affiancano numerosi volontari.
i rapporti
Il nuovo Cda, nel quale è entrato come rappresentante del Comune l’assessore Cristina Coletti, intende offrire a Furiani la carica di presidente onorario a vita: «Lei resta l’anima di questo sodalizio, e siamo intenzionati - dice Rossi - tenerla legata a noi. Screzi con il nuovo Cda? Come ho già detto, lei si era spesa moltissimo sul progetto Teatro, e c’è stata discussione su questo, ma le priorità al momento devono essere per forza altre». —
Stefano Ciervo
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