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Al Golf Club niente contributi agricoli Il Tar: «I vostri sono prati permanenti»

Fabio Terminali
Al Golf Club niente contributi agricoli Il Tar: «I vostri sono prati permanenti»

La Regione aveva bocciato la domanda della proprietà I giudici confermano la decisione: terreni fuori rotazione 

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C’era una volta un campo di grano e solo dopo a Boccaleone sono arrivate buche e mazze. Troppo presto però per poter incamerare risorse regionali, sulla base di un bando che ne prevedeva la concessione a chi avesse predisposto il ritiro di terreni seminativi dalla produzione per vent’anni per scopi ambientali.

La proprietà del Golf Club Argenta aveva inoltrato domanda ma se l’è vista respingere dalla Regione. Non è finita lì perché la Boccaleone Srl ha provato a percorrere la via del Tar: tuttavia anche i giudici hanno mostrato il pollice verso, bocciando il ricorso all’inizio di settembre.

il no della regione

Risale al dicembre 2018 l’approvazione da parte della Regione del bando che promuove il cosiddetto set aside, ossia il riposo dei terreni. Uno stop produttivo che, ai fini dell’effettiva possibilità di godere dei contributi, poteva anche comprendere aree e campi già oggetto in passato di analoghe misure agro-ambientali, come prevede espressamente il bando.

Il Golf Club prende nota e si accoda. L’area di Boccaleone su cui sorge il percorso di gioco venne acquistata negli anni Novanta dalla cooperativa Sorgeva, che aveva usufruito delle misure economiche di sostegno per il ritiro dei terreni seminativi a partire dal 1994 e fino al 2014. Un impegno che il soggetto acquirente, alla firma del contratto di compravendita, aveva confermato di portare avanti pur non richiedendo il subentro nel beneficio non essendo all’epoca un’azienda agricola.

L’area di via Poderi era già stata autorizzata a trasformarsi in campo da golf a fine 1996. È su questo che punta la Regione quando dichiara inammissibile la richiesta di contributo perché i terreni non avevano le caratteristiche a seminativo e non era possibile considerarli come superfici già oggetto di misure agro-ambientali.

la sentenza del tar

Il Golf Club fa ricorso sulla base di diverse motivazioni: violazione del bando, eccesso di potere, erronea applicazione di un regolamento europeo e difetto di motivazione.

Il Tar tuttavia conferma la decisione della Regione. Questo perché, scrivono i giudici, «le superfici non sono state sottoposte a rotazione colturale dal 2011 al 2018; oltretutto una superficie può essere considerata a seminativo se, tra l’altro, a riposo ma disponibile per la coltivazione, mentre da tempo il terreno è stato utilizzato per posizionarci un campo da golf».

Inoltre, sempre dalla motivazione del provvedimento regionali, i giudici del Tar di Bologna ricavano che «le superfici in argomento, risultando fuori rotazione e a riposo da più di cinque anni, possono essere considerati prati permanenti, sulla base della circolare Agea 35573/2018, ma non destinati a seminativo e che mancano le condizioni per integrare un’attività agricola minima stante la mancanza per le annualità antecedenti al 2019, di un piano colturale e l’assenza dall’anagrafe regionale delle aziende agricole delle superfici in oggetto», concludono i giudici amministrativi.

La Boccaleone Srl è stata anche condannata a rifondere le spese di giudizio, duemila euro. —



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